Frosinone – Questa estate non si può parlare con le prostitute in servizio, multe fino a 500 euro. Arriva l’ordinanza anti-lucciole

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Gli amministratori locali tentano di contrastare la prostituzione. Dopo l’ordinanza del sindaco di Cassino, arriva quella del sindaco di Frosinone. Previste multe fino a 500 euro per le lucciole e per i clienti, ma anche per chi chiede loro un’informazione o semplicemente si ferma sull’asse attrezzato senza una finalità relativa alle attività commerciali della zona.

Nicola Ottaviani ha emesso una «ordinanza contingibile ed urgente per prevenire e contrastare il grave intralcio o pericolo della circolazione stradale, alla pubblica incolumità e alla sicurezza urbana ovvero il pericolo cagionato da comportamenti connessi all’esercizio della prostituzione sulla pubblica via». Oltre alla sicurezza, in ballo c’è anche la questione della pubblica decenza.

Se dunque è fatto divieto alle prostitute di offrire le proprie prestazioni e (s)vestirsi in modo indecoroso, vengono puniti anche i clienti. Ma non solo i clienti, chiunque parli con le professioniste del sesso in attività, anche solo per chiedere una semplice informazione, indipendentemente se si sta in macchina o a piedi. Le multe vanno da 25 a 500 euro.

L’asse attrezzato ha misure restrittive maggiori. Come è illustrato nella nota per la stampa, «l’ordinanza vieta di eseguire manovre pericolose di intralcio alla circolazione stradale all’interno del sistema viario Asi, per motivi diversi rispetto all’entrata o all’uscita, al carico e allo scarico di merci, destinate alle aree in cui insistono le aziende e le attività industriali, commerciali o del terziario, ubicate in prossimità della sede stradale, pena le sanzioni amministrative pecunarie indicate dal Codice della Strada».

L’ordinanza è valida fino al 30 settembre.

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