La polizia ferrovia aveva fermato solo per i normali controlli due romene nel piazzale della stazione di Frosinone, ma è risultato, durante l’identificazione, che entrambe erano oggetto di un’indagine da parte della Questura per un furto perpetrato qualche mese prima ai danni di un uomo anziano, nel corso del quale avrebbero usato sostanze narcotizzanti per non farlo reagire.
Lo scorso mese di ottobre, un settantatreenne aveva denunciato un furto di cui sarebbe stato vittima. Con referti medici che provavano le sue dichiarazioni, il signore aveva detto di essere stato narcotizzato e poi derubato da due romene.
Quando ieri gli agenti della polfer hanno immesso nella banca dati le generalità delle due donne fermate alla stazione, una di 28 e l’altra di 32 anni, l’inserimento è stato intercettato dall’ufficio di Polizia Giudiziaria della Squadra Volante della Questura: su una di loro era in corso un’indagine, perché era fortemente sospettata della rapina perpetrata ai danni dell’anziano signore frusinate. Come si era accertato nel corso delle investigazioni, infatti, la ventottenne aveva contattato telefonicamente varie volte l’uomo. Aveva agito con una socia: vuoi vedere – si sono detti i poliziotti della polfer – che le abbiamo entrambe qui? E così gli agenti hanno bloccato anche la trentaduenne che stava salendo sul treno per Cassino e hanno sottoposte le due romene al riconoscimento da parte del truffato, il quale ha confermato: Sì, sono loro!
Sussistendo gravi indizi di colpevolezza e anche il pericolo di fuga, in quanto di fatto senza fissa dimora, le due donne sono state condotte presso la casa Circondariale di Rebibbia.










