Cassino – Università: necessaria la dichiarazione dello stato di crisi per risanare le casse ed evitare il commissariamento. Domani decide il Consiglio di Amministrazione

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Per risanare le casse dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ed evitare il commissariamento, è necessario dichiarare lo stato di crisi: convocato per domani il Consiglio di Amministrazione.

La dichiarazione dello stato di crisi è un atto formale, e sostanziale, necessario per poter accedere ad un mutuo che possa garantire l’assestamento delle casse finanziarie dell’ente “bucate” pesantemente dal mancato versamento dei contributi all’Inps nel periodo 2011-2014.

Lo ha detto senza mezzi termini il rettore Betta nell’assemblea di ieri, alla presenza di docenti, personale e studenti: «Il debito è quasi tutto ancora da risanare, nonostante la rottamazione delle cartelle Equitalia che ha consentito un risparmio di circa 8 milioni di euro».

Ma la situazione generale non potrà essere di tipo strutturale, cioè a regime, se non si procederà anche ad una riduzione del personale docente dell’ateneo, la cui spesa è incongrua ed eccessiva per un ateneo delle dimensioni di quello di Cassino, passando dagli attuali 300 a 250 docenti.

Insomma, la crisi, in questo territorio, non riguarda solo l’industria ed il commercio ma anche l’Università; un segnale poco rassicurante per il futuro del Cassinate a breve e medio termine su cui è necessario riflettere.

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