Non puoi raccontare il mondo, quello tuo e degli altri, se non lo hai attraversato. Se non hai varcato confini, se non hai pianto e riso per le emozioni che hai incrociato sulla tua strada, spesso tortuosa e scomoda. Se non hai conosciuto luoghi distanti da te. Tanto. Se non hai valorizzato la diversità. E sperimentato i benefici della fototerapia.
Mariangela Forcina, ex studentessa del Liceo Classico Carducci di Cassino (quanta strada ha fatto, da allora!) il mondo lo sa raccontare bene da anni. Come fotografa professionale e come narratrice. Oggi diremmo storyteller, ma a lei sono certa che piace proprio così. Perché la sua voce che descrive e trasporta, unita alle immagini degli obiettivi dei grandi della fotografia, riesce a condurci lontano, anzi lontanissimo da qui.
Per farci conoscere storie crude, spesso non politicamente corrette. Per metterci di fronte ad una realtà senza filtri ma valorizzata da chi ha saputo, in un modo o nell’altro, fare propria quella storia attraverso gli scatti.
Si chiama “Fotogrammi di Mondo” l’ultimo lavoro di Mariangela Forcina ed è un podcast prodotto da Rai Play Sound, con la direzione artistica di Andrea Borgnino, editing Paola Manduca, ricerche d’archivio Carlo Alberto Bondi e Paola Manduca, sound design Roberta Ginocchio. Un viaggio nella storia che parte dal 1900 per arrivare fino ai giorni nostri attraverso le immagini di alcuni dei più grandi fotografi del mondo. Basta scorrere i titoli per comprenderne la portata:
1. La terra trema (Il terremoto di Messina). Un viaggio attraverso il dramma e la resilienza umana catturati dall’obiettivo di Luca Comerio.
2. Il Muro (La caduta del Muro di Berlino). Non solo un evento storico, ma un simbolo universale di libertà e trasformazione. Lo scatto di Carol Guzy esplora un momento in cui la storia si è fermata.
3. Il miliziano (La guerra civile spagnola). Una scena che immortala la guerra civile spagnola: un miliziano cade, colto nel pieno della battaglia e ritratto nella famosa fotografia di Robert Capa.
4. Rosa Parks (I diritti civili negli Stati Uniti). Un semplice “no” può cambiare il corso della storia. Il gesto coraggioso di Rosa Parks, raccontato dall’obiettivo di Charles Moore, che diventa simbolo di resistenza e innesca una rivoluzione per i diritti civili.
5. Ghiaccio fuso (Il cambiamento climatico). Una fotografia di James Balog mostra il lento e inesorabile scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, simbolo tangibile della crisi climatica in atto.
6. Segni da ricordare (Il Ruanda). L’orrore del genocidio in Ruanda in una fotografia di James Nachtwey che cattura il dolore e la disumanità di uno dei capitoli più tragici del XX secolo, mostrando al mondo le conseguenze devastanti dell’odio.
7. Confine Liquido (La crisi del Mediterraneo). Un’immagine che ha scosso le coscienze: la fotografia di Nilufer Demir di un bambino annegato documenta il dramma dei rifugiati nel Mediterraneo, trasformando una tragedia invisibile in una realtà impossibile da ignorare.
8. Echi di protesta (La Primavera araba). Le immagini di Mosa’ab Elshamy catturano il cuore della Primavera araba, un movimento che ha portato speranza, lotte e cambiamenti in tutto il Medio Oriente.
9. Black Lives Matter. Le proteste del movimento Black Lives Matter rappresentano un grido collettivo per l’uguaglianza e la giustizia, catturate dall’obiettivo di Duane Garay.
10. Linea Invisibile (Gaza). Nel cuore di uno dei conflitti più complessi e duraturi, le immagini di Fatima Shbair a Gaza raccontano la quotidianità spezzata dalla guerra. Un racconto visivo che umanizza la tragedia e invita alla riflessione.
Temi scottanti, riportati con precisione, attraverso documenti e riferimenti storici ben definiti. Ma soprattutto, con una voce che è davvero una voce. Con le sue inflessioni, la sua potenza, i suoi sentimenti. E’ la voce di chi non si improvvisa, ma fa ricerca. E sperimenta attraverso lo studio. E di questi tempi, possiamo dire non essere affatto scontato.
Ri.Ca.










