Cassino (FR) – “Quarta morte sospetta” in tre mesi, Sofia Rossi aveva 31 anni

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Muore una 31enne di Pignataro Interamna dopo essere passata per il Pronto Soccorso del Santa Scolastica, i consiglieri di opposizione Sebastianelli, Evangelista e Incagnoli chiedono risposte.

“L’ennesima tragedia non può restare impunita – sottolineano-. Esprimiamo profondo dolore e sgomento per la tragica morte della giovane Sofia Rossi, 31 anni, deceduta la scorsa notte dopo essere stata dimessa dal Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino.

Si tratta della quarta morte sospetta in appena tre mesi, tutte avvenute dopo un passaggio in Pronto Soccorso. Quattro vite spezzate, quattro famiglie distrutte, in circostanze ancora tutte da chiarire. La Procura ha aperto un’indagine, l’ennesima. Ma le risposte tardano ad arrivare, mentre il livello di fiducia dei cittadini verso la sanità pubblica crolla ogni giorno di più.

Il Pronto Soccorso del Santa Scolastica è diventato un limbo senza medici strutturati, dove operano prevalentemente medici “a gettone”, spesso costretti a turni estenuanti anche di 24 ore. Una situazione insostenibile, che mette a rischio non solo i pazienti, ma anche il personale sanitario stesso.

Non è accettabile che, ogni volta che si prova a raccontare l’eccellenza e la competenza di tanti reparti dell’ospedale di Cassino – dai quali giungono segnali di professionalità, efficienza e dedizione – queste notizie vengano sistematicamente oscurate da episodi gravissimi che si verificano nel Pronto Soccorso, penalizzando l’intera struttura e infangando il lavoro di tanti operatori onesti e capaci.

Chiediamo con forza un intervento immediato e risolutivo da parte della ASL di Frosinone e della Regione Lazio.

Il Pronto Soccorso di Cassino non può più essere considerato una struttura “di periferia”: è un presidio sanitario di frontiera, che serve un bacino d’utenza vastissimo, tra Lazio, Abruzzo e Campania, con oltre 300.000 abitanti.

Servono medici giovani, lucidi, preparati. Servono risorse. Servono visione e programmazione.
Proponiamo due soluzioni concrete:
1. Istituzione di un polo universitario medico presso l’Università di Cassino;
2. Attivazione di convenzioni con le Università La Sapienza e Tor Vergata, per l’invio di specializzandi nei reparti del Santa Scolastica, come già avviene in altre realtà della regione.

È inaccettabile e intollerabile che una ragazza di 31 anni, entrata in Pronto Soccorso con un dolore al collo, sia morta nel giro di poche ore – molto probabilmente per una patologia che, se diagnosticata in tempo, poteva essere trattata. Questo non può essere il destino di chi si affida al servizio sanitario pubblico. Non servono silenzi, non servono scuse.
Servono responsabilità, coraggio e risposte. Ora”.

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