Esaurito il clamore e l’entusiasmo per il taglio del nastro del Treno ad Alta Velocità nelle stazioni di Frosinone e Cassino, lo sguardo si proietta verso il futuro.
Un futuro che, a meno di clamorosi colpi di scena, appare disegnato secondo quanto annunciato dai politici del nord della provincia insieme all’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato, il fiuggino Gianfranco Battisti: con la realizzazione di una nuova stazione in linea sulla TAV nell’area di Frosinone (tra Supino e Ferentino).
Sul web, l’evento di ieri, con il quale si celebrava l’avvio del transito di due treni quotidiani dell’Alta Velocità sulla linea tradizionale della provincia di Frosinone con fermate nelle stazioni di Frosinone e Cassino (al mattino con direzione Roma e la sera con direzione Napoli), è stato accolto con commenti diversificati.
Tutti si dichiarano felici dell’innovazione, ma la maggior parte dei cassinati critica la decisione di localizzare la nuova stazione a Supino-Ferentino, a pochi chilometri da Roma, ritenuta una scelta determinata dalla forza politica e dagli interessi campanilistici territoriali. Anche negli ambienti politici cassinati del territorio, da destra a sinistra, la protesta è forte.
E se ieri hanno fatto rumore le numerose assenze di protesta di politici del territorio, come quelle del consigliere regionale della Lega Pasquale Ciacciarelli e del consigliere comunale del Pd di Cassino Salvatore Fontana, oggi arrivano le dichiarazioni.
Mentre ieri a Cassino, è stata notata la decisa virata dialettica dell’AD Battisti: “della nuova stazione non parlo”.
Ed invece è proprio l’ubicazione della nuova stazione che alimenta il dibattito.
Il consigliere comunale Mario Abbruzzese, definisce “un buon risultato” l’attivazione delle due corse quotidiane della Frecciarossa, ma, aggiunge, “mi batterò per avere una stazione ad Alta Velocità nel tratto Cassino-Roccasecca!”.
Più diretto e battagliero il consigliere comunale PD Salvatore Fontana.
“La scelta, tra l’altro fatta un po’ di tempo fa, di FS, che ha permesso di avere una fermata TAV a Cassino (seppure sperimentale), non può che farmi piacere. Ovviamente non servirà ai pendolari ma a chi ha interesse ad andare oltre Roma in treno. Detto questo la manifestazione politica l’ho trovata inopportuna e in qualche modo ridicola e per questo motivo, seppur invitato, non ho partecipato. La politica, quella che conta purtroppo, ha già preso una decisione, insieme all’ AD di FS ha dichiarato di volere la fermata TAV a Ferentino! Questa è una vera ingiustizia, non perché a prescindere vogliamo la TAV nel Cassinate, ma perché, a supporto di questo progetto, ci sono studi e calcoli che su quella di Ferentino non ci sono. La preoccupazione è che, ancora una volta, la politica locale non abbia avuto le capacità e si sia genuflessa a quella dei big frusinati”.
Ma da oggi è necessario un fronte forte (sociale, economico, professionale e politico) autorevole, concreto e trasversale, di chi vuole veramente bene al Cassinate per cercare di rimettere le cose a posto; in caso contrario il territorio del sud della provincia sarà destinato all’ulteriore declino economico e sociale per i prossimi decenni e magari anche alla soppressione delle due corse quotidiane.
Altrove, invece, venderanno soddisfatti i biglietti per salire sul TAV.










