Frosinone – Maxi frode assicurativa, 53 indagati. Tre avvocati civilisti agli arresti domiciliari

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Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi nei confronti delle più note compagnie di assicurazioni, la Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Frosinone questa mattina ha proceduto contro sette persone. L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, il Gip del Tribunale di Frosinone ha firmato l’ordinanza applicativa a seguito degli interrogatori preventivi ex art. 291 quater c.p.p., introdotto dall’art. 2 della legge 9.8.2024 n.114.

Coinvolti tre avvocati civilisti del Foro di Frosinone, sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, che svolgevano la loro attività professionale principalmente nel campo dei risarcimenti derivanti da incidenti stradali. Le compagnie assicuratrici ‘vittime’ del danno e operanti nel settore delle assicurazioni per RC autoveicoli sono AXA, UNIPOLSAI, VITTORIA, TUA, GENERALI, ALLIANZ, ALLIANZ DIRECT, IPTQ EMEA.

Disposto l’obbligo di firma per  altre quattro persone, di cui due accusate di svolgere abusivamente l’attività di fisiomassoterapisti nel campo delle lesioni derivanti da sinistri stradali ed altre due che, in qualità di collaboratori degli studi legali, contribuivano alla falsa rappresentazione di sinistri stradali.

Complessivamente risultano indagate nel procedimento, a diverso titolo, altre 46 persone, tra carrozzieri, protagonisti dei sinistri, falsi testimoni e collaboratori di studi legali e di infortunistica stradale.

Le indagini svolte dalla Polizia Stradale hanno consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio composto da diverse figure professionali (avvocati, presunti fisioterapisti, titolari di autocarrozzerie e di società di autonoleggio) funzionali al conseguimento dello scopo criminale condiviso, ovvero l’indebita percezione di indennizzi assicurativi per sinistri stradali inesistenti oppure verificatisi con persone, veicoli, danni materiali e lesioni personali diversi da quelli formalmente denunciati.

Le artificiose ricostruzioni degli incidenti venivano realizzate tramite denunce di sinistri artatamente compilate e false cessioni di credito attestanti noleggi di veicoli sostitutivi mai effettuati, nonché tramite ricevute fiscali relative a presunte prestazioni fisioterapiche rilasciate da soggetti privi dei necessari titoli abilitanti, oppure avvalendosi di falsi testimoni agli eventi.

Inoltre, facendo leva sulla antieconomicità di un’eventuale causa civile di importo non rilevante, i legali indagati convenivano in giudizio le compagnie assicuratrici all’insaputa dei clienti, autenticando falsamente le sottoscrizioni delle procure alle liti ed avvalendosi anche di falsi testimoni dinanzi ai giudici.

Nei confronti di uno dei legali è stata emessa anche la misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche ed imprese.

 

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