Frosinone – Donazione multiorgano, dallo Spaziani è giunta la salvezza per quattro pazienti

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L’argomento non è dei più agevoli, perché attiene la sfera del dolore e dell’emotività in momenti di grande sofferenza, ma negli ultimi anni il tema della donazione degli organi ha avuto, indubbiamente, un incremento. E, come in questo caso, permette di salvare più vite contemporaneamente.

E’ accaduto all’Ospedale Spaziani di Frosinone, dove la famiglia di un giovane ha permesso, dopo l’avvenuta dichiarazione di morte con criteri neurologici, di restituire futuro e speranza a quattro persone. L’intervento multiorgano di cuore, pancreas, reni e fegato è stato coordinato dalla dott.ssa Giuditta Paliani, con la collaborazione del personale dedicato per la donazione di organi e tessuti, le dott.sse Tiziana Ceccarelli e Lucia Capoccetta.

Una procedura svolta in sinergia con il Centro Regionale Trapianti e dunque aperta ai pazienti di tutta Italia.

Come sottolinea l’Azienda Sanitaria, “l’attività della UOS Coordinamento Trapianti dell’ASL Frosinone inizia nel 2000 e svolge un lavoro quotidiano che prevede il monitoraggio degli accessi nei Pronto Soccorso, seguendo il percorso di pazienti affetti da lesioni cerebrali acute. L’accertamento di morte cerebrale, infatti, è un obbligo di legge per procedere alla donazione. Solo nel 2024, su un totale di 21 accertamenti di morte cerebrale, sono stati individuati 5 pazienti idonei per la donazione multiorgano.

Le operazioni che si attivano per le attività di donazione coinvolgono un team di anestesisti, neurologi esperti in elettroencefalografia, medici legali o di direzione sanitaria, tecnici di neurofisiopatologia. La valutazione dura 6 ore, durante le quali vengono eseguiti tutti i test neurologici di conferma. Vengono effettuati ulteriori esami strumentali quali tac, coronarografia, ecografia, broncoscopia per valutare l’idoneità degli organi, in contatto con il centro regionale trapianti Lazio. Proprio per questo si attiva l’ufficio di coordinamento locale: ognuno, con ruoli diversi, entra in gioco per portare a compimento la volontà del donatore o della famiglia”.

“Il nostro grazie va alla famiglia del donatore – spiega il dr. Fabrizio Apponi, coordinatore delle donazioni per la ASL Frosinone – che, senza indugio, ha pensato alla nobile scelta di donare. Una scelta che conferma l’idea che, a volte, è dal dolore che la vita può rinascere, seppur in altre persone”.

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