Anche se non lavorava più con l’azienda di Frosinone, un 50enne di Roma non voleva restituire la macchina che gli avevano affidato per lavoro. Massimo della beffa: dalla polizia che lo aveva convocato dopo la denuncia, il professionista è andato proprio con quell’auto – per così dire, con il corpo del reato.
La macchina era dell’azienda e gliel’avevano affidata per svolgere i servizi di lavoro. Finita la collaborazione, era logico che l’auto ritornasse nella disponibilità dell’impresa. Eppure il professionista romano continuava a usarla come se fosse sua. Una distrazione? Un’abitudine che gli ha fatto passare di testa l’impegno? Macché! Come “promemoria”, l’azienda gli aveva inviato vari solleciti, anche a mezzo raccomandata. Alla fine si è dovuto passare attraverso la polizia.
Quando, dopo gli accertamenti, i poliziotti hanno convocato in Questura l’uomo, questi si è presentato a bordo del veicolo cui era tanto affezionato. Veicolo che però non se ne è andato con lui alla fine del colloquio, perché è stato sottoposto a sequestro. Se abbia usato mezzi pubblici o privati per andare via non lo sappiamo. Sappiamo, comunque, che si è portato dietro una denuncia per appropriazione indebita.










