servizio a cura di Sergio Procacci
C’è la polemica politica di chi attacca un assessore in particolare “queste sono le risposte che dai al popolo Leone!”, c’è la protesta della gente che sul piatto della bilancia ci mette i problemi veri che deve affrontare tutti i giorni,”stanno in mezzo ad una via come c… lo dobbiamo dire?!”; c’è la voce dell’ordine pubblico che vuole un documento: “subito!”
“Mala tempora currunt” dicevano i latini. E “i tempi non sono buoni” reinterpreta l’italiano regionale del cassinate. Che le cose non vadano bene lo dice la voce popolare tutti i giorni, ma quando un consiglio comunale diventa luogo di scontro vivo, quando l’accesso all’aula finisce per essere regolato e i cittadini che protestano accompagnati alla soglia, l’atmosfera sta degenerando.
Così, ieri sera, a Cassino, presso il municipio, un uomo, oltre i 50, viene accompagnato fuori dalla sala del comune, nell’androne delle scale ci sono i bambini, mentre la moglie è là al suo fianco. Non è l’unico a protestare. Sono 10-15 i presenti che fronteggiano la necessità di una casa. Necessità arginata da alcune misure sociali, ma ora, a detta delle famiglie riunite in comune, tali misure sono prossime ad una scadenza che li vede avviati verso un futuro incerto.
Volano parole grosse all’indirizzo dei politici e sale il malcontento verso gli agenti di polizia che sono tenuti a far rispettare l’ordine pubblico. Il picco, quando ad una donna vengono chiesti i documenti e l’accesso all’aula diventa regolamentato e non più libero. Nel corso della serata, quando le acque si saranno calmate, la maggior parte delle persone potrà nuovamente entrare in aula.
Ma il clima rimane teso per tutto il consiglio comunale, se i contestatori vengono allontanati, c’è chi butta altra benzina sul fuoco all’interno della sala quando si parla nuovamente di esclusioni, questa volta a carattere politico. Altri attimi di tensione, in qualche modo più “educata”, diciamo pure “istituzionalizzata”, quando il dibattito vede porre l’accento sulla Ex-Secim e su Acea.
Posticipata, a tal proposito, la decisione del consiglio che, su proposta del sindaco, decide di rimandare la decisione in merito al gestore dell’acqua e al contratto in essere con lo stesso. Anche da fuori, e anche su questo tema, continuano le rimostranze di chi vuol tornare dentro, di chi fa partire i video della propaganda elettorale, in riproduzione sul proprio telefonino, di chi, per tutto il tempo arriva perfino all’irriverenza e alle minacce.
Non c’è pacatezza, non ci sono mezze misure, a ragione o torto che sia, il dibattito democratico, nei modi e le misure in cui siamo abituati ad assistervi, è lontano. E le posizioni di denuncia, quelle del confronto, quelle di chi diceva “siamo qui per questo motivo” lasciano spazio alla provocazione e alla critica arcigna mentre i bambini sono stanchi e gli adulti, tristi, restano rassegnati.
Ascolta QUI di seguito l’audio di uno dei momenti più concitati:










