Non usa mezzi termini il coordinatore provinciale di Forza Italia Frosinone, Pasquale Ciacciarelli, nel definire la Sanità della Provincia di Frosinone durante la trasmissione odierna di “Diritto di parola”: un «disastro». E, per quanto riguarda l’ambiente, si appella alla cultura dei cittadini, che deve essere ancora educata per sconfiggere i tanti problemi che affliggono il territorio.
«E’ un disastro la Sanità della nostra Provincia. Non lo diciamo noi, ma sono i fatti che lo dimostrano. Basta fare un giro nei pronto soccorso dei due ospedali più importanti, quello di Cassino e quello di Frosinone, per capire quali sono le condizioni e la dignità alle quali viene sottoposto il malato. Decine di persone che sono in attesa nei pronto soccorso… Un servizio che dovrebbe essere appunto un pronto soccorso, quindi immediato, veloce, per dare supporto alle persone che hanno delle difficoltà, ma che, in realtà, è un servizio che in qualche modo viene trascurato da questo Commissario provinciale della Sanità». Senza considerare – continua – che viviamo in una contingenza storica particolare, con il rilancio dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano che allargherà ancora di più l’utenza del Santa Scolastica di Cassino, già punto di riferimento per i cittadini anche di altre Regioni, come l’area nord della Campania.
Recentemente è stato approvato l’Atto aziendale sanitario della Provincia. Per chi non lo sapesse, l’atto aziendale, per definizione, disegna l’organizzazione e le articolazioni di governo dell’Azienda sanitaria e i suoi rapporti con gli Enti locali, la Regione, le rappresentanze dei cittadini. Per Ciacciarelli, questo atto assume un ruolo importante, soprattutto perché mostra quanto potere abbiano i sindaci nel governare il settore sanitario. Ecco allora il suo invito ai cittadini ad andare a controllare cosa abbiano fatto i loro rappresentanti, se abbiano votato a favore o contro. Al microfono di “Diritto di parola”, Ciacciarelli fa sapere che solo tre sindaci della zona – lui stesso per San Giorgio a Liri, il sindaco di Cassino e quello di Cervaro – hanno votato contro l’atto aziendale, che non fa nulla per migliorare una situazione tagica, con servizi che si attestano ben al di sotto della media. Basti pensare alla cosiddetta “mobilità passiva”, che spinge i pazienti a rivolgersi agli ospedali di Roma o di altre Regioni per svolgere le analisi o sottoporsi a una visita specialistica.
Ma la salute della popolazione è strettamente legata all’ambiente, soprattutto in una provincia che può vantare il poco entusiasmante primato di avere come capoluogo una delle città più inquinate d’Italia. Né gli altri centri importanti, come Cassino, se la cavano molto meglio. Certo, fattori climatici – si pensi alla mancanza di pioggia – contribuiscono a elevare il livelli di polveri sottili nell’aria, ma il problema è più strutturale. Per il coordinatore provinciale di Forza Italia, le auto non rappresentano l’unico problema – benché una “mobilità verde” permetterebbe di migliorare la situazione, con aree pedonali e piste ciclabili tanto agevoli da introdurre e potenziare in città pianeggianti come Cassino. Grande responsabilità ce l’hanno anche gli impianti di riscaldamento. «Ma ritengo che un passo in avanti debba essere fatto anche su tutta una serie di attività di controlli seri sulle attività produttive, che ancora oggi utilizzano in maniera “distratta” quelle che sono le norme per la tutela ambientale. Ancora oggi ci sono casi addirittura di sversamenti in ruscelli e in corsi d’acqua importanti di sostanze che non sono del tutto consone all’ambiente circostante… Bisogna anche fare un passo in avanti per quella che è la cultura imprenditoriale degli imprenditori territoriali».
Fattore culturale che riveste un peso specifico notevole anche per un altro aspetto legato all’ambiente, che, come ex presidente del Consorzio “Valle del Liri”, Ciacciarelli avverte fortemente: il problema del dissesto idrogeologico. «Bisogna iniziare una sensibilizzazione importante già nelle scuole, cioè cercare di educare i nostri ragazzi ai buoni metodi, al buon uso del territorio, alla lotta all’abusivismo. Perché il problema non è solamente di coloro che governano il territorio, ma il problema, secondo me, è culturale. Un cambio culturale deve avvenire già nei cittadini, per capire quali siano le pratiche da mettere in atto e quale sia oggi la necessità di un territorio… tra l’altro, un territorio, quello della provincia di Frosinone, molto fragile, che è in testa alle classifiche per il territorio con più grandi dissesti idrogeologici diffusi, soprattutto nei piccoli comuni – e sappiamo che abbiamo una marea di comuni montani, dove le frane oggi hanno iniziato a fare anche paura e che quindi devono essere messe in sicurezza».










