Coronavirus – Aumentano ancora positivi, decessi e ricoveri in terapia intensiva. Ma intanto si ipotizza il passaggio alla “Zona arancione”. Al S. Maria Goretti di Latina la cura con gli anticorpi monoclonali

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Anche nelle ultime 24 ore registrato un aumento di casi positivi, ricoveri in terapia intensiva e decessi per Covid. In particolare, sono 2055 i nuovi positivi, 33 i decessi mentre 1752 sono i guariti; i tassi di occupazione dei posti letto sono poco sopra soglia.

I tamponi processati sono stati circa 16.000 con un tasso di positività pari al 12,8%.

Ma nonostante questi dati, l’RT è a 0.99 con una riduzione del numero dei focolai, l’incidenza è a 205 per 100 mila abitanti.

Nella Asl Roma 1 sono 312 i casi nelle ultime 24h; nella Asl Roma 2 sono 419; nella Asl Roma 3 sono 170; nella Asl Roma 4 sono 188; nella Asl Roma 5 sono 213 mentre nella Asl Roma 6 sono 261.

Nelle province si registrano 492 casi e sono nove i decessi nelle ultime 24h.

Nella Asl di Latina sono 166 i nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto.

Nella Asl di Frosinone si registrano 168 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Si registrano otto decessi di 58, 64, 67, 70, 74, 75, 85 e 88 anni. Residenti nei comuni di Veroli, Torre Cajetani, Sora e Frosinone.
Frosinone, Sora, Veroli, Alatri ed Amaseno i comuni con più di dieci nuovi casi positivi.

Nella Asl di Viterbo si registrano 69 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto. Si registra un decesso di 69 anni.

Nella Asl di Rieti si registrano 89 nuovi casi e si tratta di casi isolati a domicilio o con link familiare o contatto di un caso già noto.

Terapia anticorpi monoclonali a Latina
Intanto, presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, tra i 13 Centri regionali autorizzati, il 22 marzo è iniziata la somministrazione degli anticorpi monoclonali anti-SARS-CoV2.
Si tratta di una terapia che offre grandi speranze ed è destinata ai pazienti covid positivi, nella fase iniziale dell’infezione, con sintomi assenti o molto scarsi, a causa di comorbidità.
Il medico di medicina generale, o il medico del DEA, individuato il paziente positivo eleggibile, compilerà e invierà, in tempi brevi, presso l’ambulatorio, una scheda, per permettere la somministrazione immediata del farmaco secondo criteri di eleggibilità correlati a comorbilità gravi e all’età del paziente.
Il trattamento richiede un tempo di circa tre ore, di cui un’ora di infusione endovenosa. Il paziente, dopo un’ora di osservazione da parte dell’equipe medico-infermieristica dedicata, viene rimandato a domicilio e seguito in telemonitoraggio per garantire una maggiore sicurezza del trattamento.

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