Sentenza amara per il gruppo San Raffaele di Cassino, di proprietà della famiglia Angelucci.
La Corte dei Conti, in sede di appello, ha sancito infatti che il gruppo dovrà risarcire oltre 30 milioni di euro la Regione Lazio e l’ASL di Frosinone.
La causa è il venire meno, da parte del gruppo, delle linee guida circa la fisioterapia ai pazienti.
Secondo i giudici infatti, i cicli di cura non duravano 3 ore come stabilito dalle linee guida del Ministero della Salute. Ma non solo. Infatti il gruppo avrebbe anche mentito sul numero di posti letto, andando a gonfiarlo al fine di percepire un rimborso più copioso da parte della Regione Lazio.
Aveva tutto avuto inizio da due denunce di danno elargite nel 2010 da parte del presidente del collegio sindacale dell’Asl di Frosinone. Il presidente andava a lamentare i rimborsi illeciti sulle prestazioni sanitarie ottenute dalla casa di cura. Da li sono partite le indagini, affidate ai Nas.
Nelle motivazioni della sentenza si legge: «La procura regionale, nel quantificare il complessivo danno erariale, aveva considerato pregiudizio erariale l’intero importo del fatturato della riabilitazione della casa di cura San Raffaele per gli anni 2007/2009, pari ad euro 84.109.987,70, per l’inidoneità delle prestazioni rese in quanto effettuate per una durata inferiore a quella prevista (tre ore) dalle “linee guida” del ministero della Sanità, precisando che, nell’ambito di tale coacervo di prestazioni male eseguite, le prestazioni ad alta complessità riabilitativa erano state anche effettuate senza autorizzazione né accreditamento regionale e che le stesse negli anni 2007/2008 erano state liquidate/certificate alla casa di cura oltre i limiti di budget annuali, per un importo pari ad euro 21.951.558,23 (danno da extrabudget, che la Procura ha compreso nel danno di euro 84.109.987,70)».
Cassino – San Raffaele condannato: dovrà risarcire oltre 30 milioni di euro alla regione Lazio e all’ASL di Frosinone










