Ieri sera ha avuto luogo il primo consiglio comunale dell’amministrazione D’Alessandro, a cui ha preso parte, con una diretta dedicata, la nostra radio. Il neo sindaco, dopo aver giurato, ha affrontato il tema più scottante che angoscia l’amministrazione: il caso Acea.
“Mi preme – ha ammesso D’Alessandro – naturalmente sintetizzare in questa sede la mia posizione sul caso ACEA e sulla riconsegna dell’acquedotto comunale al gestore privato, che sarà oggetto di dettaglio nel prossimo consiglio comunale con la relazione programmatica di mandato”.
E così ha continuato: “la mia amministrazione prende oggi formalmente l’impegno assunto in campagna elettorale di porre in essere tutte le azioni giudizialmente valide e tecnicamente sostenibili per consentire la gestione pubblica del servizio idrico ed in particolare: confermare dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la difesa della delibera consiliare n.7 del 17/02/2016 a firma dei consiglieri Palombo, Durante e Iannone, senza alcuna remora e sulla quale l’udienza per la discussione è fissata nel mese di febbraio 2017; confermare l’impegno ad intraprendere tutte le azioni legali, ivi compresa un’azione specifica contro la sentenza di ottemperanza attualmente al vaglio dei legali da questa Amministrazione attualmente incaricati”.
“Del resto – ha sottolineato il primo cittadino – questo Comune è riuscito e ancora oggi riesce a praticare tariffe idriche molto economiche in quanto, a seguito di accordo tra Regioni (Lazio – Campania) per il completamento dell’acquedotto della Campania Occidentale ed in ottemperanza degli obblighi stabiliti dalla concessione del 01/02/1993 rep. n. 4951 fra la Regione Campania ed il Consorzio Eniacqua Campania, il suddetto Consorzio è stato obbligato per l’intero periodo della concessione idrica a fornire gratuitamente al Comune di Cassino circa 200 l/s di acqua clorata ed in pressione quale ristoro sia per danni derivati dall’imposizione di vincoli urbanistici che danni ambientali, causati dalla costruzione di impianti di captazione, di impianti di sollevamento e di condotte sul territorio comunale, oltre che per i fenomeni indotti dalla captazione nel sottosuolo del territorio comunale”.
Il sindaco ha poi concluso: ”Il mio personale impegno sarà anche finalizzato alla creazione di una specifica task force che predisponga un Business Plan che metta ben in risalto i possibili vantaggi sia di servizio che economici a gestire il Bene Pubblico Acqua attraverso la creazione di una «Azienda Speciale» prendendo a modello quanto già adottato in altri comuni italiani per la ri-pubblicizzazione dell’acqua in ottemperanza al Referendum del 2011, coinvolgendo anche i sindaci dei comuni circostanti che potranno costituire con Cassino, comune capofila, una vera barriera allo strapotere romanocentrico che Acea rappresenta”.










