Continua a lottare disperatamente, con le unghie e con i denti, baby George, il bambino di tre anni che lunedì pomeriggio è volato giù dal secondo piano del palazzo di Via Rossini, in pieno centro.
Il bimbo, trasferito d’urgenza presso l’Ospedale Bambin Gesù di Roma, sarebbe in coma farmacologico, stando alle testimonianze di alcuni amici della famiglia. I medici, nonostante la gravità della situazione – dovuta sia all’età del piccolo che all’altezza da cui è precipitato (4 metri) – lascerebbero ancora aperta una speranza.
La comunità di Cassino si è stretta in preghiera intorno alla famiglia di origini nigeriane, perfettamente integrata nella città martire da ormai diverso tempo. A tal proposito molti i gesti di solidarietà, nati soprattutto al fine di offrire sostegno economico al nucleo familiare vittima della tragedia.
Tra le iniziative più caritatevoli, quella mossa dai genitori dei compagni di scuola del fratello del piccolo George, che hanno messo su una colletta al fine di sostenere la famiglia negli spostamenti utili a raggiungere Roma e tornare a casa ogni giorno. Ma anche l’idea di organizzare una cena di beneficienza, sempre dedicata alla stessa causa. Stamattina, inoltre, l’assessorato ai Servizi sociali, farà visita alla famiglia per valutare la situazione e offrire un ulteriore aiuto a questa.
Insomma, Cassino è vicina a Baby George e alla sua famiglia, ormai parti integranti della comunità.
Proseguono intanto le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Cassino circa l’esatta dinamica dei fatti.










