Cassino – Il Colosseo protesta contro l’aumento della tassa sui rifiuti: sacchi d’immondizia lasciati di fronte alla chiesa di San Pietro

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La gente del quartiere del Colosseo non ci sta a subire il nuovo aumento della TARI deliberato dal Comune di Cassino. Ieri sera, domenica 9 aprile, ha inscenato una protesta: nel parcheggio antistante la chiesa di San Pietro, sono stati accumulati sacchi e sacchi di rifiuti di plastica.

I malumori dei cittadini crescono. Quando si introdusse in città la raccolta differenziata, oltre a parlare dell’obbligo di legge o del comportamento civile e rispettoso dell’ambiente che questa pratica comporta, si accennò anche al risparmio economico che, a lungo andare, sarebbe ricaduto sui contribuenti. L’immondizia si sarebbe trasformata in un bene da cui trarre profitto, con conseguente abbassamento della tassa sui rifiuti – magari non subito, ma in un periodo di tempo più o meno breve. Invece adesso, ad alcuni anni dall’introduzione della raccolta porta a porta, iniziata l’11 Aprile 2013 [leggi qui], la TARI aumenta.

La gente del Colosseo che ha protestato rivendica di aver dovuto subire, come tutti gli altri abitanti di Cassino, determinate costrizioni: bidoni che hanno occupato spazi delle proprie abitazioni, a volte anguste, immondizia che deve marcire in casa nell’attesa del giorno previsto per il ritiro, rispetto degli orari e della separazione tra i vari materiali… Le stesse scomodità, insomma, che bisogna subire ovunque si pratichi la raccolta differenziata, pegno pagato alla civiltà. Però – dicono – non si può subire anche un nuovo aumento della tassa. Né sono disposti ad accettare la giustificazione che tale aumento sia dovuto alla vecchia amministrazione, perché lo considerano come il solito rimbalzo di responsabilità.

Secondo quanto riferito da TG24.info, il comitato organizzatore avrebbe contattato l’assessore all’ambiente, Dana Tauwinkelova, per avere un incontro di chiarificazione, ma la rappresentante della giunta avrebbe risposto che non si possono mettere in atto proteste la domenica sera. Un atteggiamento che ha indispettito parecchio i cittadini, come se fossero buoni tutta la settimana, 24 ore su 24, solo quando c’è bisogno dare i voti alle elezioni.

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