Cassino (FR) – La città riabbraccia l’abate emerito D’Onorio: Dom Bernardo acclamato cittadino onorario

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Da oggi l’Abate emerito di Montecassino e Vescovo emerito di Gaeta, è cittadino onorario di Cassino. Giovedì 15 febbraio presiederà la funzione in Abbazia per gli 80 anni dalla distruzione del monastero. 

La lettura e consegna della pergamena e delle chiavi da parte del sindaco Enzo Salera, precedute dalla lettura formale e a tratti coinvolgente in prima persona da parte del presidente del consiglio comunale Barbara Di Rollo, la presenza degli ex sindaci Enzo Scittarelli e Giuseppe Golini Petrarcone, del già senatore Angelo Picano accanto all’attuale Abate Dom Luca Fallica e al sindaco di Gaeta Cristian Leccese, di tanti amici di Montecassino e di tanti cittadini di Cassino unitamente alle autorità civili e militari, hanno dato la cifra della cerimonia di questa mattina. Un abbraccio corale al quale è stato presente anche il fratello, già sindaco di Veroli, Giuseppe D’Onorio. 

Un evento che è stato caratterizzato dall’affetto di Dom Bernardo D’Onorio per Cassino e viceversa. Tanti i ricordi, gli episodi e le vicende socio-culturali che fanno parte della storia della città e dello stesso abate emerito. “Una volta non si fece scrupolo di andare a Torino, farsi ricevere dall’avvocato Gianni Agnelli e perorare la causa di circa 900 operai Fiat sui quali, in un momento di crisi dello stabilimento, incombeva lo spettro del licenziamento. Riuscì nell’intento e in 900 famiglie della città e del nostro territorio ritornò il sereno” ha ricordato il presidente Di Rollo nel suo discorso di apertura.

“La cittadinanza onoraria – ha aggiunto – se l’è guadagnata sul campo caratterizzando la sua missione con un’attenzione particolare ai bisognosi di questa città, che sapeva ascoltare e per i quali ha sempre avuto una parola di conforto e di speranza; con un’attenzione particolare a quelli del mondo del lavoro, della scuola, ai problemi cittadini, non facendo mai mancare a chi ha amministrato nel tempo, pur nella ovvia distinzione dei ruoli, osservazioni, suggerimenti, incoraggiamenti”.

Chiunque era lì, tra la sala consiliare Di Biasio e la Sala Restagno dove è stata proiettata la diretta della cerimonia, aveva un ricordo personale e particolare, un aneddoto da raccontare perché tante sono state le occasioni per incrociare lo sguardo, quasi sempre benevolo e sorridente, a volte meno, di quell’Abate che era noto per le sue ‘bacchettate’. Quelle reprimende che riservava, soprattutto nei Te Deum, a qualche politico unitamente agli appelli al territorio, affinché mostrasse maggiore sensibilità. Come non ricordare, ad esempio, la nascita della comunità Exodus, tanto osteggiata inizialmente, che fu proprio D’Onorio ad accompagnare nel suo percorso di crescita ed evoluzione?

Tutti motivi che fanno parte della delibera di motivazione di questa cittadinanza onoraria, insieme “alla grande dedizione a livello culturale, con iniziative che hanno interessato non solo i nostri territori, ma anche quelli nazionali ed internazionali, tali da renderlo destinatario di una Laurea Honoris Causa in Lettere e Filosofia da parte dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale;  il notevole impegno nel sociale e la preoccupazione verso il mondo giovanile, per il quale, con lungimiranza, si è fatto promotore dell’apertura di una Comunità di recupero e di educazione “Exodus”;  l’attenzione alle categorie fragili, con l’istituzione della Mensa Caritas, il centro di ascolto e l’Annuale rapporto sulla povertà, instaurando così preziosi rapporti di sinergia con il Comune di Cassino”.

Una cittadinanza onoraria che è giunta forse in ritardo, è stato sottolineato durante la cerimonia, ma il sindaco Salera ha voluto spiegare che la richiesta, inoltrata da alcuni cittadini e quindi attesa, giunge in un momento particolarmente importante, ossia nell’anno in cui si commemora l’80esimo dalla distruzione di Montecassino e Cassino.

“E’ stato guida autorevole e non autoritaria di questa comunità che la ricorderà sempre come Padre Abate, è stato punto di riferimento importante sul piano civile e religioso a Montecassino e a Cassino. Un’autorevolezza e lo dico con rammarico, che si è persa nel momento in cui si è persa la diocesi quando lei non era più qui. I suoi contatti con il mondo imprenditoriale e politico ad alti livelli, il fatto che si sia sempre speso impegnandosi per questo territorio, sono e restano per noi motivo di infinita gratitudine”.

“Con molto, molto piacere, rivedo volti antichi”. Così ha esordito l’illustre neo cittadino onorario.

“Partire è un po’ morire ma al Papa non si può dire di no” aveva ricordato poco prima il consigliere Benedetto Leone, rievocando la frase con cui l’allora Abate di Montecassino lasciava, nel 2007, l’amata Abbazia per un nuovo incarico.

“Fu un momento difficile”  ha ricordato D’Onorio, in cui non mancarono le lacrime, ma Gaeta si rivelò una città accogliente come forse non aveva previsto. Con tanti sindaci di Cassino ha collaborato e li ha voluti ricordare uno ad uno: Enzo Mattei, Marcello Di Zenzo, Antonio Grazio Ferraro, Francesco De Rosa, Giuseppe Golini Petrarcone, Tullio Di Zazzo, Bruno Scittarelli e l’attuale Enzo Salera.

“Quando partii da Montecassino un po’ di cuore è rimasto in abbazia. Ora ritorno con maggior titolo come cittadino onorario: grazie di questo pensiero così grande e così gentile”. In chiusura, ha anticipato il tema dell’omelia di giovedì 15 febbraio in Abbazia, nel giorno in cui si ricorda la distruzione del monastero 80 anni fa. Un’omelia incentrata sulla pace e sul ricordo delle tante, troppe vittime di guerra.

 Simone Pagano

La sua biografia

Fabio Bernardo D’Onorio è nato a Veroli, in provincia di Frosinone, il 20 agosto 1940,  è entrato a Montecassino come alunno monasticoa 13 anni e lì ha compiuto gli studi ginnasiali, liceali e teologici. Ha emesso i voti monastici il 30 settembre del 1962, all’età di ventidue anni, e il 4 giugno 1966 all’età di ventisei anni, è stato ordinato sacerdote. Ha frequentato i corsi presso la Pontificia Università Lateranense, conseguendo il dottorato in utroque iure cum laude, discutendo una tesi su un manoscritto inedito del commento giuridico di Nicola da Frattura sulla Regola di san Benedetto del XIV secolo. Ancora sacerdote novello, fu scelto come segretario dell’abate vescovo Ildefonso Rea. Mantenne l’incarico anche con il suo successore, l’abate vescovo Martino Matronola.

Per la Congregazione Cassinese approntò il Cerimoniale monastico. Svolse gli incarichi di direttore dell’Ufficio catechistico e del Bollettino diocesano, notaio e difensore del Vincolo nel Tribunale diocesano, docente di Diritto canonico nell’Istituto dell’abbazia e di Storia dell’arte nell’annesso liceo classico. Ha fondato il mensile Presenza Cristiana. Il 25 aprile 1983 papa Giovanni Paolo II ha confermato l’elezione di Bernardo D’Onorio ad abate e lo ha nominato ordinario dell’abbazia territoriale di Montecassino. Il 13 aprile 2004 fu nominato vescovo titolare di Minturno.

Nominato da papa Benedetto XVI arcivescovo di Gaeta, ha preso possesso della sua nuova sede episcopale il 27 ottobre 2007. Ha aperto in diocesi i lavori sinodali, come aveva già fatto nella diocesi precedente di Cassino, dove li aveva portati a termine dopo un cammino fecondo durato quattro anni. È stato membro della Commissione episcopale della Conferenza episcopale italiana per la Vita Consacrata e della Commissione episcopale mista vescovi – religiosi.

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