Cassino – Crisi occupazionale alla FCA di Piedimonte San Germano: mercoledì sciopero di 8 ore e presidio davanti ai cancelli

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Se qualche sindacato accetta l’offerta di creare, con i 500 e passa lavoratori che non si sono visti rinnovare il contratto alla FCA di Piedimonte San Germano, un elenco da cui attingere in maniera prioritaria per eventuali future assunzioni, c’è qualche altro sindacato che non ci sta e proclama lo sciopero.

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Per domani, mercoledì 8 novembre, la FIOM CGIL invita a incrociare le braccia per 8 ore e a sostare in un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento cassinate. «Per la difesa occupazionale del territorio. Per la stabilizzazione di tutti gli 830 lavoratori/ci interinali. Per arrivare a un tavolo istituzionale per affrontare il futuro occupazionale e produttivo in FCA e nell’indotto».

La FIOM CGIL aveva proposto all’azienda una soluzione momentanea diversa: invece di tenere solo quei 300 occupati e mandare a casa le altre 532 persone, si sarebbe potuto fare una specie di rotazione, in modo che nessuno uscisse dal mercato del lavoro, in attesa che nei primi mesi del 2018, come parrebbe, vengano tutti richiamati. La proposta è stata respinta.

La situazione di crisi alla FCA sta allarmando gli amministratori del territorio. I sindaci del Lazio Meridionale, attraverso la penna del primo cittadino di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, hanno scritto al capo del Governo, al ministro dell’economia e a Marchionne per chiedere un incontro. Le ripercussioni sociali dei licenziamenti gravano soprattutto sugli amministratori locali, che però hanno un potere limitato per venire incontro alle esigenze della popolazione in casi come questi.

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