È dispiaciuta per lo stato in cui la città sarebbe stata abbandonata negli ultimi anni e se avesse una bacchetta magica cambierebbe tutto quello che non va per far risplendere una realtà ricca di tesori. Fa riferimento ad un modello di città a misura d’uomo e se dovesse scegliere un intervento singolo farebbe sì che tutti i giovani della città fossero messi in condizioni di rimanere invece di essere costretti, in alcuni casi, ad abbandonarla.
Così Rossella Chiusaroli, ospite di Sergio Procacci, a Diritto di Parola. Di seguito un estratto dell’intervista, un po’ più provocatoria rispetto al solito, che ci ha aiutato ad affrontare temi di attualità e vicende che stanno per diventare letteratura, come la tenzone con Sebastianelli.
Facevo riferimento al fatto che una serie di 500 bianche hanno girato per la città suonando il clacson per poi raggrupparsi davanti al teatro Manzoni. Secondo te siamo più nell’ottica del “disturbo alla quiete pubblica” o è più “intralcio al traffico”?
«Guarda, non so se tu eri presente oppure se qualcuno vi ha potuto raccontare, non c’era né disturbo della quiete pubblica e neanche intralcio al traffico in quanto è stata una manifestazione molto carina e nonostante siano venute le persone che abbiamo invitato, si sono fermate anche tante persone con la macchina che sono scese per ascoltare. Perché non è da sottovalutare questo referendum costituzionale, è molto importante che la gente sia informata».
L’Italia, e la nostra zona, è quel posto dove non si rispettano i limiti di velocità, dove si evadono le tasse, dove il cittadino medio è qualcheduno che cerca in qualche modo una scorciatoia. Perché di fronte all’esigenza di alcune persone di abitare in una palazzina diventa fondamentale che ci siano agibilità, certificati antisismici e quant’altro? Com’è, la legge per gli amici si interpreta e per i nemici di applica?
«I nemici chi sarebbero, gli immigrati? Assolutamente no, noi siamo per l’inclusione di queste persone, abbiamo tutto il rispetto per loro. Noi siamo una città molto inclusiva però quando ci sono problemi strutturali… Mettere 87 persone in una palazzina che ne potrebbe ospitare al massimo 50, che non ha servizi sanitari adeguati, non vuol dire essere nemici di queste persone ma vuol dire essere amici perché queste persone vanno aiutate in un altro modo, non è che mettendole ovunque capita, senza agibilità, senza pulizia, tu li aiuti: tu non le aiuti queste persone. Quindi noi siamo più amici di quanto si possa immaginare di queste persone».
Abbiamo fatto la pace con Sebastianelli?
«Ma io non ho mai litigato con Peppe, Peppe Sebastianelli è una persona molto simpatica, un caro amico. La politica, ripeto, è fatta di confronti, a volte di scontri sani. E il resto lo sapete».
Ascolta l’intervista completa QUI:










