I servizi sanitari nel sud della provincia di Frosinone sono sempre più precari ed insufficienti: le chiusure delle sale operatori agli interventi differibili e la carenza di personale sono solo gli ultimi esempi. Il dottor Arturo Gnesi, anestesista dell’ospedale Santa scolastica di Cassino e sindaco di Pastena, analizza il problema e l’ancia un accorato appello ai cittadini.
L’Analisi
La situazione sanitaria nel Basso Lazio ha un livello sempre più basso meno attraente e meno efficiente. La sanità pubblica sta raggiungendo una situazione di paralisi che rischia seriamente di compromettere l’assistenza di base ai nostri cittadini dei comuni che si servono dell’ospedale di Cassino, ma anche di quello di Sora, per poter far fronte alle problematiche legate alla salute di tutti i giorni, alla salute degli anziani, dei giovani. Gli interventi chirurgici che sono impossibilitati, sono fermi, al momento non c’è e non si intravede una via di uscita.
La critica
Noi abbiamo bisogno di strutture ospedaliere aperte efficienti e che per entrare in un ospedale non ci sia bisogno, come accade nei ministeri, che ci sia una telefonata di qualcuno. La sanità pubblica è un diritto sancito dalla Costituzione e noi cittadini non possiamo rinunciare alle nostre prerogative di poterci curare, abbiamo bisogno di non dover rinviare, di non dover andare fuori regione, lontano da casa o nelle strutture private.
Il pericolo
Questa paralisi sanitaria pubblica che rischia di ingessare la condizione dei cittadini del Basso Lazio. Abbiamo bisogno di rialzarci di metterci in piedi soprattutto dopo l’esperienza del Covid, che ancora non si è chiusa, non sappiamo se finirà, quando finirà e come finirà.
L’Appello
E’ utile fare i questi momenti, non barricate per le strade e rivolte, ma che ogni cittadino chieda ai propri amministratori cosa sta facendo perché quel Piano aziendale che è stato votato l’anno scorso sia operativo. E cosa si sta facendo a livello politico perché questa crisi, profonda e senza vie d’uscita, possa trovare una soluzione, al più presto, per il bene di tutti. Interessiamoci facciamo in modo di essere una società civile attenta, vigile, che sorveglia; chiediamo anche alle redazioni dei giornali, delle Tv private cosa stiano facendo per evitare questa fase di stallo. Allora forza, tutti insieme, per tutelare la salute dei cittadini e per tutelare la sanità pubblica che riguarda l’intero nostro territorio provinciale.











