Il silenzio della notte del 14 novembre del 2014, nella cava della ditta Mattei di Coreno Ausonio, fu squarciata da una gragnola di colpi d’arma da fuoco al termine della quale rimasero a terra i cadaveri dei fratelli Pino ed Amilcare Mattei ed il corpo ferito di Giuseppe Di Bello.
Per quel tragico fatto di sangue i giudici della Corte d’Assise del Tribunale di Cassino condannarono all’ergastolo Giuseppe Di Bello, vicino di casa della ditta Mattei.
Ora il processo si è spostato nelle aule della Corte d’Appello di Roma dove i giudici, su ricorso degli avvocati difensori Bruna Colacicco e Giuseppe Di Mascio, hanno disposto la ripetizione della perizia sul luogo del delitto.
E questa mattina il perito Francesco Saverio Romolo, esperto dei residui dello sparo, ha effettuato il sopralluogo nella cava accompagnato dagli avvocati delle parti, dai tecnici e dai carabinieri.
Dopo la presentazione della relazione della perizia ai giudici d’appello riprenderà il processo a carico di Giuseppe Di Bello.










