Villa Santa Lucia (FR) – Reno De Medici pronta a fare le valigie, i sindacati: maxicorteo lungo le strade di Cassino per scongiurare il dramma

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“Adesso basta, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Portiamo tutti in piazza, in un maxicorteo che dalle 9.30 di venerdì 19 gennaio si snoderà lungo le strade di Cassino “. La deadline è fissata a maggio 2024.

Dopo l’assemblea con i lavoratori, i sindacati a testa bassa vanno dritti verso l’obiettivo: scongiurare la cessazione dell’attività della Reno De Medici, una cartiera storica che a Villa Santa Lucia ha investito fior di milioni di euro e che, a quanto pare, ha trovato una lunga serie di inciampi sul percorso. Per non dire vere e proprie ostilità. 

Reno De Medici ha ufficializzato, attraverso Unindustria, alle autorità competenti e alle sigle Fistel Cisl, Slc Cgil, Uilcom Uil e Ugl Carta e Stampa Frosinone la cessione delle attività da parte del sito di Villa Santa Lucia. Da parte loro, i sindacati sono pronti ad inviare una richiesta di incontro urgente con la Regione Lazio e il MIMIt, perché a rischio licenziamenti ci sono ben 163 dipendenti. 

Nella nota ufficiale si ripercorre tutta la vicenda industriale e giudiziaria a partire dal sequestro, nel 2020, del depuratore consortile da parte del Tribunale di Cassino. Fino ad arrivare ai giorni nostri, dopo l’ulteriore sequestro, nel luglio 2023, dell’impianto di depurazione dell’azienda. 

Terminati tutti i lavori richiesti, ad ottobre la Reno De Medici ha presentato una nuova istanza di dissequestro, rigettata ad inizio novembre con il riavvio autorizzato del depuratote ‘in marcia controllata’ ed una serie di vincoli. E sono proprio questi ultimi, ossia l’obbligo a “smaltire come rifiuto tutti i fanghi prodotti fino all’ottenimento da parte della regione Lazio dell’autorizzazione al riutilizzo fanghi c.d. primari” ad aver innescato un braccio di ferro tra azienda e regione. 

Secondo quanto sottolinea la Reno De Medici, non riutilizzare i fanghi comprometterebbe la qualità del prodotto e una perdita di efficienza produttivo insostenibile. Lo smaltimento porterebbe ad un aggravio dei costi operativi correnti con danni ingenti all’ambiente e impatti economico finanziari sulla Cartiera, tali da rendere il business non più sostenibile. 

Il fermo produttivo che dura da luglio 2023 ha gravemente compromesso il rapporto con i clienti tradizionali che hanno visti inevasi i propri ordini e perso la fiducia nell’azienda2″.

La deadline, a questo punto, considerando la cig, è maggio 2024.

Tutto questo è stato illustrato alle maestranze nell’assemblea che si è tenuta all’esterno dell’azienda nel primo pomeriggio. Ora, non resta che far sentire la propria voce e rendersi visibili il più possibile. Dopo aver allertato la provincia di Frosinone, la prefettura di Frosinone, la regione Lazio, la consulta dei sindaci del cassinate, ora è tempo di manifestare. Da qui la decisione di organizzare una grande manifestazione popolare che coinvolga cittadini e istituzioni. 

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