“La memoria che stiamo celebrando in questo 80° ci aiuti a imparare, dalle sofferenze del passato, a come farci prossimi e solidali con le sofferenze del presente”.
Ha trovato le parole giuste, quelle più appropriate al nostro vivere, dom Luca Fallica abate di Montecassino, per parlare ai fedeli che si sono raccolti nella Chiesetta del Colloquio non solo della figura di Santa Scolastica, ma di quanta attualità possa avere l’amore della sorella di San Benedetto cui è dedicato quel piccolo scrigno a Villa Santa Lucia.
E’ la chiesa che ricorda “l’ultimo incontro tra Benedetto e Scolastica, l’ultimo loro colloquio, che le lacrime e soprattutto l’amore di Scolastica riescono a prolungare per tutta la notte”.
L’Abate non solo ha richiamato alla mente di tutti la storia, l’esempio di questa Santa così devota e amorevole, ma ne ha ‘modernizzato’ il ricordo riportandolo a quello che noi siamo, in questa epoca così travagliata.
“Oggi viviamo in tempi non facili. Pensiamo alle lacrime di chi, in guerra, piange la morte dei propri cari. Pensiamo alle lacrime di chi vede il proprio marito non tornare dal fronte, in Ucraina come in Russia, a Gaza come in tante altre, troppe parti della terra. Tra poco celebreremo gli ottanta anni dalla distruzione dell’Abbazia di Montecassino e poi della città di Cassino – ha sottolineato l’Abate -. Ci sono tanti cimiteri di guerra in queste nostre terre, tanti soldati lì sepolti, che non possono non farci pensare alle lacrime delle loro madri, dei loro padri, dei loro fratelli e sorelle, amici, che hanno atteso inutilmente il loro ritorno a casa.
Ma pensiamo anche alle lacrime dei nostri giorni, di chi non ce la fa più, di chi teme di perdere il posto di lavoro, di chi non ha più, come Giobbe, la speranza in una nuova alba e sa solo contare quanto sia lunga la notte.
Ci sono le lacrime di chi soffre, di chi ha perso la fiducia, di chi non trova aiuto, sostegno, parole di conforto e di consolazione.
Santa Scolastica – ha aggiunto l’Abate Luca – ci insegni a trasformare queste lacrime di sofferenza in lacrime di amore, in lacrime che conoscono la potenza di quell’amore che tutto può, perché sa farsi tutto per tutti, e non teme di diventare debole con i deboli, per guadagnare i deboli e guadagnarli alla vita vera, alla speranza, alla fiducia, a un senso rinnovato per la loro esistenza e per il loro impegno”.
“La memoria che stiamo celebrando in questo ottantesimo ci aiuti a imparare, dalle sofferenze del passato, a come farci prossimi e solidali con le sofferenze del presente, perché anche le nostre lacrime, come quelle di santa Scolastica, ci aiutino a scoprire quale sia la vera potenza dell’amore. Perché può di più colei, colui, che ama di più. E sa amare con un amore che, come quello della suocera di Pietro, diventa servizio. Servizio degli altri, servizio del bene comune, servizio del bene di tutti, e tra i tutti, soprattutto dei più deboli”.










