Villa Santa Lucia (FR) – La Reno De Medici riapre, salvi 300 posti di lavoro. Tutti i commenti

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Sette mesi di chiusura, un lungo braccio di ferro e tanta, tanta diplomazia. Da lunedì, salvo imprevisti, la ripresa della produzione. 

Ma anche una ferma e convinta solidarietà nei confronti dei 300 lavoratori, tra quelli interni alla Reno de Medici e quelli dell’indotto della cartiera di Villa Santa Lucia. Famiglie che hanno vissuto mesi da incubo, nell’incertezza e con lo spettro della chiusura definitiva dello stabilimento. 

Il corteo lungo le strade di Cassino, il confronto anche acceso con le istituzioni e la politica, le tante assemblee con i segretari delle sigle sindacali che hanno sempre mantenuto la barra dritta. Oggi, finalmente, al Mimit è stata scritta la pagina più importante, dopo l’autorizzazione AIA rilasciata dalla Regione Lazio poco più di una settimana dalla manifestazione pubblica. 

A quel tavolo, oggi, anche il sindaco di Villa Santa Lucia, Orazio Capraro, insieme ai delegati dei lavoratori, ai vertici aziendali, alle organizzazioni sindacali. 

«La positiva risoluzione della cartiera è stata possibile grazie all’ottimo lavoro svolto dal tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nel quale la Regione Lazio ha avuto un ruolo determinante. Si tratta di un’importante notizia per la salvaguardia del tessuto economico del territorio e dei livelli occupazionali, dando sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie» si legge in una nota del presidente regionale del Lazio, Francesco Rocca. 

A riassumere la cronaca di una giornata così importante, l’assessore allo Sviluppo Economico Roberta Angelilli:

«Oggi si è riunito il tavolo al Mimit sulla crisi della cartiera Reno De Medici, congiuntamente al ministero del Lavoro. Dopo l’incontro dello scorso 5 febbraio in Regione Lazio con l’azienda e le parti sociali, l’assessore all’ambiente Elena Palazzo si era impegnata a velocizzare l’approvazione delle procedure e scongiurare la chiusura dello stabilimento e il relativo licenziamento degli addetti alle lavorazioni.

La Regione è stata, infatti, sin da subito, pronta a risolvere i problemi burocratici, tenendo conto delle prescrizioni dettate dal tribunale a seguito del sequestro del depuratore. Lo scorso 13 febbraio, infatti, è stata rilasciata l’autorizzazione che consente di riprendere la produzione senza ulteriori ritardi. Dopo settimane di lavoro condiviso, ci sono ora tutte le condizioni affinché lo stabilimento riprenda a lavorare regolarmente”.

«Oggi abbiamo chiesto e ottenuto dalla proprietà dell’azienda, l’impegno a riattivare immediatamente la produzione e ritirare formalmente la procedura di cessazione dell’attività – aggiungono la Angelilli e l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo – Allo stesso tempo è stata inviata al ministero dell’Ambiente un’istanza di interpello congiunta, sottoscritta dal direttore della direzione ambiente della Regione Lazio e dal direttore generale di Assocarta, al fine di ricevere dal MASE un chiarimento formale sulla normativa applicabile al trattamento dei fanghi riammessi al ciclo produttivo».

«La Regione Lazio – concludono la Angelilli e la Palazzo – seguirà con attenzione tutte le procedure e continuerà ad essere parte attiva per garantire le migliori condizioni per lo sviluppo e la difesa dei livelli occupazionali. Ringrazio a tal proposito, per la preziosa collaborazione, il sottosegretario al Mimit, Fausta Bergamotto che, con grande tempestività, ha coordinato il tavolo per la soluzione positiva della vertenza».

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vice-capogruppo Daniele Maura, schierato in prima linea sin da subito per evitare la chiusura dello stabilimento e la tutela dei posti di lavoro, aggiunge: 

«Ringrazio gli assessori regionali Angelilli e Palazzo che hanno seguito con me la vicenda Reno De Medici, l’arpa lazio, la direzione ambiente e tutti gli attori coinvolti nel tentativo, riuscito, di preservare innanzitutto i posti di lavoro. In un periodo di forti difficoltà per il comparto produttivo nel nostro territorio, la notizia del ritiro della procedura di licenziamento mi fa gioire non poco, pensare di aver contribuito a “salvare” tante famiglie mi rende orgoglioso.

Oggi abbiamo dimostrato che il lavoro sinergico tra la politica, la pubblica amministrazione e l’impresa è possibile. Noi continueremo a monitorare la situazione e a lavorare sempre e solo nell’interesse della tutela del territorio e dei posti di lavoro».

Il commento di Patrizia Fieri Cgil Frosinone Latina: «Un risultato niente affatto scontato, che permette ai lavoratori di riprendere il lavoro senza questa terribile spada di Damocle. Certo, continueremo ad operare in attesa di veder sciolto il nodo centrale in modo che questa azienda possa non solo ripartire e riacquistare le commesse, ma possa fare il suo percorso al pari delle altre cartiere italiane».

Pasquale Legnante segretario Fistel Cisl sottolinea che «c’erano le condizioni per far sì che l’azienda ripartisse, i lavoratori non potevano più sostare in cassa integrazione. Mercoledì ci riuniremo in assemblea con loro e daremo ufficialmente tutte le comunicazioni inerenti la ripresa. 

Possiamo ritenerci soddisfatti, abbiamo fatto un grande lavoro grazie anche a tutte le istituzioni locali e i mass media. Se tutto andrà come deve, lunedì si potrà ripartire con la produzione. Non sarà facile, ci saranno momenti critici nella fase iniziale, ma tutti insieme come abbiamo sempre fatto non ci sottrarremo per trovare soluzioni affinché si riparta».

Al tavolo, così come nei tanti mesi di vertenza sempre al fianco dei lavoratori, anche  UILCOM UIL con Leonello Terrinoni e UGL CHIMICI con Enzo Valente e Marco Colasanti. 

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