Il 12 marzo 2026, la Corte d’Assise di Cassino presieduta dal giudice Lucio Aschettino ha condannato Luca Agostino a 23 anni di reclusione per l’omicidio volontario (aggravato) di Armando Tortolani avvenuto il 19 maggio 2024 e ad un anno per porto abusivo d’armi. Meno di 60 giorni dopo quella sentenza, sono state depositate le motivazioni, racchiuse in 65 pagine.
la difesa, rappresentata dagli avvocati Beniamino Di Bona ed Enrico Maria Gallinaro, annuncia che presenterĂ appello contro la sentenza di condanna del proprio assistito. “Pur nel rispetto del contenuto della decisione, siamo fiduciosi che la corte d’appello possa dare una diversa qualificazione giuridica al fatto, escludendo la volontĂ omicidiaria”.
Come si ricorderĂ , in dibattimento i legali di Agostino hanno sempre rigettato la ricostruzione che lo avrebbe portato, per futili motivi, ad accoltellare la vittima con cui voleva ‘chiarire’ sotto casa un episodio che coinvolgeva la compagna del fratello dell’imputato.
“Va lì a tutela dell’onore” scrivono i giudici, che ritengono abbia ‘perso la testa’ quando ha visto la vittima imbracciare un bastone.
Le difese, al contrario di quanto sostenuto dalla parte civile rappresentata dagli avvocati Vittorio Salera, Paolo Marandola, Michelangelo e Alessandro Montesano Cancellara, Marcello Panzini e Carmine Cervi, e come hanno sostenuto in aula per mesi, ritengono che vadano approfonditi “gli aspetti medico-legali in merito al decesso di Tortolani, anche in relazione alla condotta dei sanitari che è stata considerata non immune da censura”.
Ri.Ca.










