A seguito di quanto accaduto nell’incontro di calcio “U.S. Venafro – Città di Isernia San Leucio” il 17 marzo scorso
Indagini serrate della DIGOS, gli otto tifosi venafrani violenti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.
L’inchiesta è stata diretta dal Dott. Pasquale Marcovecchio: due degli ultras individuati sono accusati, in concorso tra loro, dei reati di danneggiamento aggravato, inosservanza dei provvedimenti del D.A.SPO., lancio di materiale pericoloso. Noncuranti della misura a cui sono stati sottoposti, sono giunti quel giorno in prossimità dello stadio “Marchese A. Del Prete” di Venafro (IS)”, per rompere il vetro del pullman brandizzato della squadra isernina attraverso il lancio di sassi.
Altri quattro, già destinatari di D.A.SPO., avvicinatisi a meno di trecento metri dall’impianto sportivo, hanno violato le prescrizioni a cui erano stati già sottoposti nello scorso mese di novembre dal Questore di Isernia. Due tifosi, invece, durante lo svolgimento dell’incontro sportivo, hanno acceso fuochi pirotecnici, creando pericolo ai numerosi supporters presenti sugli spalti.
I tifosi venafrani, ciascuno per quanto gli è stato imputato, sono stati tutti deferiti dalla Digos alla Procura della Repubblica di Isernia. I precedenti provvedimenti di DA.SPO. erano scaturiti dagli scontri, accaduti il 10 settembre 2023 tra le due tifoserie, da sempre animate da un’accesa rivalità.
Proprio a seguito di queste gravi ostilità, l’incontro calcistico si è svolto alla presenza dei soli tifosi venafrani, in quanto connotato da un elevato profilo di rischio.
Il Questore di Isernia, Davide Della Cioppa, ha già emesso un ulteriore provvedimento inibitorio di accesso alle manifestazioni sportive per anni 5 con obbligo di firma nei confronti di uno degli autori dei reati, prontamente individuato nel giorno dell’incontro di calcio, grazie anche alla collaborazione dei Carabinieri del Comando Compagnia di Venafro.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati potranno far valere le loro ragioni difensive dinanzi all’autorità giudiziaria ai sensi del codice di procedura penale.










