E’ salita la tensione a Vallerotonda dopo l’annuncio dell’arrivo di venti migranti che un privato aveva deciso di ospitare all’interno di un immobile di sua proprietà sito nel centro storico.
La sola notizia ha generato un notevole malcontento in paese, tanto che durante la notte qualcuno ha sabotato i contatori elettrici dell’immobile.
Il sindaco, Gianfranco Verallo, respinge subito le accuse di razzismo che potevano scaturire da questo gesto spiegando che «Vallerotonda è un paese che ha conosciuto fortemente l’emigrazione. Lo sono stati i nostri nonni ed i nostri genitori, per cui non possiamo proprio parlare di intolleranza razzista».
Piuttosto il problema potrebbe essere logistico in quanto «il nostro è un paese di montagna a 650 metri di altezza e lontano dai centri più grandi, per cui i migranti non avrebbero opportunità di svago e neppure di integrazione».
Il centro storico, dove è situato l’immobile destinato all’accoglienza dei migranti, considerato il calo demografico ed il trasferimento dei residenti verso altri centri più agevoli, d’inverno è abitato da appena una decina di persone, perlopiù anziane.
Comunque, il sindaco ha contattato il proprietario dell’immobile il quale, dopo queste considerazioni, avrebbe deciso di fare un passo indietro e trovare una soluzione diversa.










