Ad essere presi di mira sono di solito i negozi di abbigliamento, utilizzando metodi tra i più fantasiosi.
C’è chi trova inopportuno, scortese o davvero intollerabile essere seguito passo passo dai commessi quando è in un negozio. Purtroppo, c’è poco da lamentarsi: i commercianti sono esasperati dai furti e nel periodo dedicato ai saldi lo stress aumenta a dismisura. Da qui, l’inevitabile ‘pattugliamento’ del cliente, spesso sorvegliato a vista mentre sceglie la merce. Per non parlare di quando esce dal camerino dopo averla provata. C’è chi è addetto al conteggio dei capi entrati ed usciti dallo spogliatoio. Se necessario, è presente anche l’avviso scritto: non si portano più di due o tre modelli per volta all’interno.
Ad essere presi di mira sono di solito i negozi di abbigliamento e per le manoleste di professione non c’è antitaccheggio che tenga. Ci sono le riprese video a testimoniare che sotto una gonna lunga si può nascondere anche un giubbotto invernale e costoso. Così come un computer portatile, il che non fa dormire sonni tranquilli neanche agli esercenti di materiale elettronico. Se colti in fallo, i professionisti del settore non le mandano a dire: il loro è un vero e proprio lavoro e serve per campare. Non sappiamo se abbinato anche al reddito di cittadinanza, ma potrebbe anche essere un’eventualità.
Per quanto riguarda gli orari, si privilegiano quelli di chiusura, giocando sulla stanchezza, sulla distrazione e sulla necessità di adempiere alla routine prevista prima di chiudere le porte e andare a pranzo o a cena. Detto questo, siate più clementi con chi vi guarda di sottecchi perché non vi conosce. Cerca di conservarsi il posto di lavoro. Tra le mansioni del commesso/a, infatti, c’è anche quella di non farsi sfilare la merce sotto il naso.










