L’ufficio del giudice di pace di Gaeta, che «è quasi un’oasi nel deserto», rischia di chiudere per mancanza di fondi. Sarebbe una iattura per tanti cittadini. Ne abbiamo discusso questa mattina a “Diritto di parola” con il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cassino, Giuseppe Di Mascio.
Ieri mattina è stata inaugurata la sala avvocati presso la sede del giudice di pace di Gaeta, che è un po’ l’ultimo presidio della giustizia sul territorio del Golfo. L’ufficio rischiava di essere soppresso, non si riusciva nemmeno a finanziare il posto dove svolgere questa importante funzione. La sala avvocati non ha scongiurato il pericolo della chiusura, lo ha solo rimandato. L’inaugurazione ha una valenza essenzialmente simbolica.
«Con la legge sulla geografia giudiziaria – ci spiega l’avvocato Di Mascio – sono stati chiusi molti uffici, come la sezione distaccata del Tribunale di Latina a Gaeta. Con la stessa legge, è stata decretata la chiusura di tutti gli uffici del giudice di pace, lasciando salvi quelli che si trovano presso le sedi del tribunale. La stessa legge prevedeva la possibilità per i Comuni di consorziarsi e contribuire, essi soli, alle spese per la tenuta dell’ufficio».
In questo modo, con l’aiuto finanziario dei comuni, gli uffici avrebbero potuto rimanere aperti. Questo, per quanto riguarda il circondario del Tribunale di Cassino, è stato fatto a Sora e a Gaeta. Il problema è che le spese – affitto, attrezzature, personale… – pesano su bilanci comunali, che sono già in affanno. «Comuni piccoli come Itri e Ventotene non riescono a tenere il passo».
L’apertura della sala avvocati non è risolutivo in maniera definitiva. Ha avuto due significati: mostrare la vicinanza dell’ordine agli avvocati del Golfo e, soprattutto, lanciare un segnale ai sindaci, perché comprendano l’importanza di questo ufficio.
L’avvocato Di Mascio ha proposto di fare una piccola modifica legislativa tramite l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, perché il contributo unificato versato dai cittadini per le cause davanti al giudice di pace non vada tutto al Ministero, ma venga in parte versato anche ai comuni.
«L’avvocatura è sempre stata per la cosiddetta “giustizia di prossimità”» dichiara. «La giustizia deve essere vicino ai cittadini, non bisogna allontanarla. L’ufficio del giudice di pace di Gaeta è quasi un’oasi nel deserto. Chiudere Gaeta vuol dire anche togliere un presidio di giustizia».
Di seguito pubblichiamo il video l’intervista all’avvocato Giuseppe Di Mascio:
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=mjCta7Aoo1Q]










