Il Comune di Formia ha deciso di costituirsi Parte Civile nell’eventuale processo che potrebbe essere disposto nell’udienza preliminare del prossimo 15 dicembre dal Tribunale di Salerno.
I fatti risalgono al 2018 quando nel mar Tirreno si dispersero milioni di dischetti di plastica che, secondo quanto stabilito dalla Procura della Repubblica salentina, si liberarono a causa del cattivo funzionamento dell’impianto di depurazione del comune di Capaccio-Paestum.
Quei dischetti si dispersero nel Mediterraneo compromettendo l’habitat marino, fino ad Ostia; molti di questi dischetti sono arrivati anche sulla spiaggia di Vendicio di Formia.
Il sindaco di Paola Villa e l’Amministrazione Comunale hanno deciso di costituirsi Parte Civile nell’eventuale processo per inquinamento ambientale.
Nell’udienza del 15 dicembre, il Giudice preliminare dovrà infatti stabilire se mandare a processo, o meno, otto persone tra funzionari comunali e dirigenti della società che gestisce l’impianto di depurazione.
Secondo quanto sostenuto da Clean Sea Life (progetto finanziato dall’Unione Europea che vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, che ha avuto un ruolo determinante nelle indagini), quei dischetti hanno interessato gran parte del mar Mediterraneo, investendo “le coste italiane, francesi, spagnole, tunisine e maltesi, in zone di elevato valore per la biodiversità, aree protette, parchi nazionali e santuari internazionali, e finendo nello stomaco di specie protette come le tartarughe marine”.










