Alla giornalista napoletana Marilena Natale, che vive sotto scorta per le sue inchieste sugli affari della camorra campana, in particolare nel settore dei rifiuti, è stato negato il fitto di una casa a Formia.
La vicenda ha provocato la reazione dell’on. Raffaele Trano, che ha interessato anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia.
“Le parole che la giornalista antimafia Marilena Natale ha lasciato nelle scorse ore ad un post sulla sua pagina Facebook – scrive – mi hanno profondamente colpito e anche scosso. Quello che le è successo è un fatto solo in apparenza meno grave di certe sparatorie o di certi fatti violenti che nell’alveo putrido della criminalità organizzata stanno devastando il Golfo di Gaeta e il Sudpontino. Quotidianamente.
Marilena è una giornalista da molto tempo sotto scorta, una donna e una madre che non ha mai esitato nemmeno per un secondo nel mettere sé stessa e la sua incolumità in pericolo quando si è trattato di raccontare certe storie, di fare certi nomi e denunciare certo fango, come lo chiama lei, che da tempo avvelena e uccide la sua terra, seminando morte e dolori atroci soprattutto tra i più piccoli.
Così Marilena, spesso si è fatta anche promotrice di organizzare delle vere e proprie missioni nel nostro Golfo, che conosce benissimo e che spesso frequenta, per portare in gita, in riva al nostro mare, a respirare un po’ di aria pulita, alcuni di questi poveri bimbi affetti da patologie tumorali, contratte appunto in quella Terra dei Fuochi assassina e per questo tristemente nota.
Nelle scorse ore Marilena è stata letteralmente rifiutata da qualcuno che, dopo aver praticamente chiuso l’accordo per noleggiare una villa per qualche giorno, e ospitare questo gruppo di bimbi, appena saputo che Marilena era una giornalista sotto scorta per il genere di attività che faceva, si è tirato indietro perché era sconveniente ospitare Marilena e i suoi piccoli amici”.
La notizia è stata ripresa anche dai maggiori media nazionali.
“Io mi vergogno – conclude Trano – e come ho già fatto privatamente, mi piace poterlo affermare pubblicamente, che questa non è Formia, non è la nostra città, la mia città. Io chiedo pubblicamente scusa a Marilena sia come rappresentante istituzionale della nostra Repubblica, sia come cittadino del Sudpontino e come formiano, città nella quale sono nato. E la ringrazierò sempre per quello che ha fatto e continua a fare. Formia e i formiani sono con Marilena e con i loro amici, e ripudiano e rinnegano invece certe famiglie che popolano e infangano i nostri territori, come solo pochi giorni fa la Dia è tornata a confermare come fa da anni – purtroppo senza conseguenze – nella sua periodica relazione semestrale. Colgo solo l’occasione per ribadire a Marilena, che ovviamente nel frattempo ha scelto di rivolgersi altrove perché non si è sentita la benvenuta, che da queste parti lei e i suoi amici, che sono anche i nostri amici, sono i benvenuti, e che presto anche il presidente della commissione parlamentare antimafia spero si occupi di Sudpontino, come sono tornato a chiedergli con forza proprio nelle ultime ore. Grazie Marilena, Formia è anche casa tua”!










