Un avvocato pontino avrebbe percepito soldi dagli assistiti, ma a nero e senza adoperarsi per rivendicare le loro aspettative contrattuali e di lavoro, ed ora rischia di finire sotto processo.
Molti infermieri precari, all’epoca in servizio nella Asl della provincia di Latina, alcuni nell’ospedale Dono Svizzero di Formia, per ottenere diritti e rivendicazioni, si erano rivolti ad un sindacato che li aveva “affidati” ad un avvocato convenzionato.
Rivendicavano il riconoscimento di alcuni diritti negati, ad esempio i buoni pasto, ed speravano di poter ottenere la stabilizzazione.
Per questo avevano pagato delle somme di denaro senza ottenere l’emissione di fattura e senza notare alcun vantaggio dalla procedura legale avviata.
Alla fine la vicenda è finita nel mirino della Guardia di Finanza di Formia che ha effettuato le indagini ed incastrato l’avvocato.
Ora le indagini preliminari si sono concluse e l’avvocato, su cui pende l’ipotesi di truffa aggravata, rischia il rinvio a giudizio, con gli infermieri “delusi” che hanno minacciato di costituirsi parte civile nell’eventuale processo.










