Arrestato anche il “caporale Ans”, un immigrato indiano che affiancava un imprenditore agricolo pontino nel controllo per lo sfruttamento di braccianti agricoli connazionali con prevaricazioni anche fisiche e morali.
L’arresto completa l’indagine che aveva già portato all’arresto, lo scorso 11 ottobre, di un imprenditore agricolo italiano resosi responsabile dello sfruttamento di braccianti agricoli immigrati, percossi a bastonate e minacciati con l’uso di un fucile a pompa.
Gli agenti del Commissariato di Terracina, hanno arrestato anche un 36enne cittadino indiano di cui era emerso il suo truce ruolo di caporale, conosciuto con lo pseudonimo di Ans.
Come raccontato dai braccianti vittime di sfruttamento, all’interno dell’azienda agricola lui aveva il compito di sorveglianza sui campi e di contabilizzazione di ogni singola ora di lavoro prestato, secondo parametri totalmente difformi dai contratti di lavoro della categoria.
I braccianti ricevevano una paga oraria di 4 euro, compresi i turni notturni e festivi; paga drasticamente ridotta dal caporale che annotava su un quaderno ogni singola pausa, addirittura quelle fatte per bisogni fisiologici.
Nel corso dell’operazione di polizia, che ha portato all’arresto del “caporale ANS”, è stata rinvenuta e sequestrata documentazione che conferma quanto riferito dalle vittime.
I capi d’imputazione a carico dell’arrestato, ristretto presso la Casa Circondariale di Latina, sono gli stessi contestati al suo datore di lavoro: sfruttamento del lavoro con l’aggravante delle minacce e favoreggiamento personale e porto abusivo di arma da fuoco.










