Tremila ore mensili in meno a fronte di un aumento del carico di lavoro dovuto all’incremento delle prestazioni erogate.
Ad evidenziare le forti criticità vissute dai lavoratori esternalizzati dei Cup, Centro Unico di Prenotazione, è CUB Sanità di Frosinone, che nelle scorse settimane ha avuto degli incontri con i lavoratori.
La sintesi: “ci sono state riduzioni di uno o due sportelli nello stesso Cup e il carico di lavoro è talmente stringente che alcuni sportelli non usufruiscono dei 15 minuti per svolgere operazioni, possibili sono a servizio chiuso, costringendo non di rado a svolgere il lavoro a fine turno, fuori dall’orario di lavoro”.
Il sindacato aggiunge che “sono aumentate le prestazioni da erogare: esenzioni per patologia, per infortunio e per invalidità, mentre sul bando è specificato che il Cup dovrebbe rilasciare solo le esenzioni per fasce di reddito.
Inoltre, tra le prestazioni da erogare figura anche la tessera sanitaria, non solo quella provvisoria, ma anche quella definitiva. Tra i servizi aggiuntivi, quello di prenotare per tutta la regione. Il tutto, nonostante non sia contemplato nel contratto di servizio”.
In merito al ritiro dei referti di radiologia: gli operatori stampano il referto e lo imbustano insieme al CD, mentre per il rilascio delle cartelle cliniche non si limitano alla consegna, ma istruiscono pratiche che sconfinano in veri atti amministrativi, con attribuzioni di responsabilità non previste dalla declaratoria professionale.
Per non parlare del fatto che a tutto questo si aggiungono le lamentele degli utenti. Cub di Frosinone assicura di voler monitorare la situazione e soprattutto le criticità del contratto di servizio tra i Cup e la Regione Lazio.










