Indagini a tutto campo dei carabinieri della Compagnia di Pontecorvo (FR) e dei militari del NOE di Latina per ricostruire le cause dell’incendio alla Re.Mat. Lazio di San Giorgio a Liri ed eventuali responsabilità. Non solo riguardo l’origine del rogo.
A coordinare l’attività investigativa è la Procura di Cassino che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, e indaga sulla natura dell’evento per accertare se sia colposo o doloso. «In particolare, si procede in relazione alle ipotesi di incendio (art. 423 c.p.) ovvero incendio colposo (art. 449 c.p.), al fine di verificare se l’evento sia riconducibile a una condotta dolosa oppure a violazioni delle norme di sicurezza. In relazione all’estensione delle fiamme ai terreni agricoli circostanti, saranno inoltre valutati gli eventuali presupposti per l’applicazione della disciplina prevista dall’art. 423-bis c.p. in materia di incendio boschivo. L’attenzione degli investigatori è altresì rivolta ai possibili reati di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) e disastro ambientale (art. 452-quater c.p.), qualora gli accertamenti confermino una compromissione significativa e misurabile delle matrici ambientali interessate. Saranno inoltre svolti approfondimenti in ordine all’eventuale configurabilità del reato di gestione illecita di rifiuti (art. 256 del D.Lgs. 152/2006) nonché dell’ipotesi di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro (art. 437 c.p.)».
Un’indagine ambientale a tutto tondo nella quale i sopralluoghi del NOE e di Arpa Lazio dei mesi scorsi, a seguito di un altro incendio che ha interessato la Remat, potrebbero rivelarsi utili soprattutto se sono stati acquisiti i registri che tracciano tutti i “movimenti” dei rifiuti. Così come si spera siano stati “salvati” dalle fiamme nel rogo divampato domenica scorsa in località Petrose, che ha tenuto impegnati i vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento e smassamento per giorni e senza interruzione. Seguiranno i sopralluoghi nel sito per acquisire ulteriori elementi investigativi.
Ad aggiornare la cittadinanza sulle attività in corso è stato il procuratore capo Carlo Fucci, questa mattina, attraverso una nota: «Considerata la vasta eco mediatica dell’evento e la comprensibile preoccupazione della popolazione per le possibili conseguenze sulla salute pubblica connesse alla nube sviluppatasi a seguito dell’incendio, l’Autorità Giudiziaria ritiene opportuno informare la cittadinanza sulle attività investigative attualmente in corso e le misure di sicurezza in atto a tutela della salute della collettività».
Di pari passo con l’attività investigativa, si muove l’Arpa Lazio con il monitoraggio costante della qualità dell’aria, del suolo e delle acque. Accertamenti dovuti, ma anche ritenuti necessari dalla Procura che «rivestono particolare rilievo anche ai fini probatori».
Dai dati diramati dall’agenzia nelle ultime ore emerge il superamento dei valori di riferimento delle diossine nell’aria e la comunità cittadina continua a vivere in uno stato di allerta continua, alternando momenti di fiducia ad altri di grande timore, in particolare per la salute e per le conseguenze future. Si consulta il sito del comune di San Giorgio a Liri, dove vengono pubblicate tutte le notizie aggiornate e le ordinanze, nonché i bollettini di Arpa Lazio con i risultati delle rilevazioni effettuate attraverso la centralina posizionata entro un raggio di 600 mt dalla Re.Mat. Con il terzo campione, le quantità di diossina sono aumentate ulteriormente, passando da 0,75 a 1,7 e infine a 2,0 picogrammi per metro cubo. Per quanto riguarda la presenza di policlorobifenili, la concentrazione era passata da 108 picogrammi a 246 nel secondo risultato. Si attendono i dati delle lavorazioni ancora in corso. Come noto, il commissario straordinario Agnese Scala aveva già firmato diverse ordinanze dando disposizioni alla cittadinanza in merito al Divieto di pascolo e di utilizzo di foraggi a campo aperto nel raggio di 1 km dal sito interessato dall’incendio e alla Sospensione della commercializzazione di latte, uova ed altri prodotti di origine vegetale e animale provenienti dalle aree presenti nel raggio di 1 km dal sito interessato dall’incendio.
Da oggi un’autobotte con acqua potabile è a disposizione presso l’incrocio tra Località Petrose e Via Ponterotto. La sensazione, tuttavia, come testimoniato dai residenti, è che ci sia ora un ‘prima’ e un ‘dopo’ incendio a San Giorgio, con interrogativi ancora aperti ed uno scenario da chiarire.
A quattro giorni dal rogo, l’assessore regionale alla protezione civile, Pasquale Ciacciarelli, che della comunità di San Giorgio a Liri fa parte, si è rivolto oggi pomeriggio ai suoi concittadini via social, evidenziando quanto fatto fin dai primi momenti attraverso la Regione Lazio: “Nelle immediate circostanze dello scoppio dell’incendio ho sentito il Direttore Regionale ed abbiamo attivato due elicotteri della Protezione Civile per lo spegnimento del rogo oltre l’attivazione delle squadre a terra di Protezione Civile con autobotti chilolitriche per supportare i Vigili del Fuoco. L’incendio è stato domato in tempi rapidissimi. Ringrazio i volontari impegnati sul fronte delle operazioni ed i Vigili del Fuoco intervenuti.











