Le vittime erano commercialisti, avvocati, baristi, operai e piccoli imprenditori di tutte le province del Lazio. Persone messe in ginocchio dai prestiti a tasso usuraio attraverso la rete criminale creata da 15 soggetti, dieci dei quali erano stati arrestati dalla Guardia di Finanza.
Attraverso pedinamenti, rilevamenti fotografici e testimonianze di molte vittime, i finanzieri sono risaliti alla portata economica del reato. I tassi d’interesse annui oscillavano tra il 42% e il 1.400 % a fronte di finanziamenti concessi illecitamente a favore di numerosi soggetti in difficoltà economiche per un totale di 16 milioni di euro.
Adesso, con la sentenza definitiva, è arrivata la confisca disposta dalla Corte di Appello di Roma. Si tratta di beni già sequestrati e riconducibili all’intero sodalizio criminale: 32 immobili siti in diverse province sul territorio nazionale, un’autovettura, una imbarcazione da diporto e quote sociali di due società, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.
Il Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Comandi Provinciali di Viterbo, Grosseto, L’Aquila, Rieti e Sassari, ha eseguito l’ordinanza applicativa di confisca nei confronti del soggetto condannato per i reati di associazione per delinquere, abusiva attività finanziaria, usura e riciclaggio.










