Tavolo Automotive al Mimit, che ne pensano i sindacati di quanto discusso oggi? Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele
Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità:
” L’incremento dei volumi di Stellantis ad oggi non consente di prevedere la cessazione degli ammortizzatori sociali in tutti gli stabilimenti. Per realizzare una vera politica industriale riteniamo necessario un fondo straordinario pubblico e privato che solo per la filiera italiana investa ogni anno, nei prossimi 5 anni, due miliardi per innovare prodotto e processo valorizzando le competenze dei lavoratori in ricerca, sviluppo, progettazione e produzione sviluppando aggregazione di impresa, verticalizzazione e economie di scala. Intelligenza artificiale e batterie sono indispensabili nella mobilità del futuro. L’Unione Europea deve modificare l’Industrial Accelerator Act garantendo il “local content”: cioè l’80% delle ore necessarie alla ricerca e sviluppo e produzione devono essere lavorate in UE e non fuori e condizionare qualsiasi forma di aiuto al mantenimento degli attuali livelli occupazionali”.
“Al Governo – commentano Davide Sperti, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive – chiediamo di intensificare la propria azione in sede europea per ottenere una profonda revisione delle politiche della transizione, affinché siano ispirate ai principi della neutralità tecnologica, della libertà di scelta del consumatore e della sostenibilità sociale, superando strumenti distorsivi come il sistema delle multe, che colpisce e ancor di più colpirà duramente sia le auto private sia i veicoli commerciali, minacciando anche una azienda importante come Iveco. Occorre inoltre definire un Made in Europe equilibrato ed efficace, capace di proteggere l’industria europea nella delicata fase di trasformazione che sta attraversando”.
“La perdita di competitività del sistema Paese è ulteriormente aggravata dal costo dell’energia, doppio rispetto ai concorrenti europei – evidenziano il Segretario Generale FIM Cisl Ferdinando Uliano e il coordinatore nazionale Stefano Boschini. “Questo scenario rischia di forti difficoltà mette sotto pressione la filiera della componentistica e delle piccole e medie imprese, già duramente colpite dalla crisi dell’auto tedesca e dai conseguenti processi di internalizzazione dei grandi costruttori. Per evitare una desertificazione industriale e occupazionale senza precedenti, la FIM Cisl esorta il Governo ad aumentare le dotazioni finanziarie per il sistema industriale dell’auto, unitamente ad una azione a livello Europeo volto a costruire un fondo specifico europeo per il settore, capace di difendere gli stabilimenti e l’occupazione”.
Per la Fismic Confsal Sara Rinaudo Segretaria nazionale: “Non abbiamo più tempo da perdere e dobbiamo utilizzare le risorse disponibili in modo efficace. In questo senso riteniamo importante l’impianto del DPCM illustrato oggi e apprezziamo l’impegno del Ministro Urso a rendere disponibili ulteriori risorse qualora fossero necessarie, mantenendo fermo il principio di sostenere la produzione nel nostro Paese e non quella dei concorrenti esteri.”Per quanto riguarda Stellantis, i dati presentati evidenziano alcuni primi segnali di ripresa, ma restano situazioni che richiedono particolare attenzione.”Accogliamo con favore le indicazioni positive emerse per alcuni stabilimenti, ma attendiamo risposte più puntuali per Cassino, Maserati e Termoli, dove auspichiamo un ulteriore rafforzamento delle produzioni. Il giudizio di Fismic Confsal resta quindi di cauto ottimismo: saranno gli investimenti, i volumi produttivi e il recupero dell’occupazione a misurare il successo di questo percorso. Continueremo a portare proposte concrete affinché l’industria automotive italiana torni a crescere.”











