“Le dichiarazioni rese oggi in Parlamento dall’Amministratore Delegato di Stellantis, Antonio Filosa, confermano gli impegni già assunti sul rilancio delle produzioni italiane e forniscono alcuni importanti elementi di chiarimento, come il miliardo di euro di investimento ad Atessa, l’ulteriore sviluppo a Modena legato al marchio Maserati, la finalizzazione della partnership a Pomigliano. In particolare, consideriamo molto positivo il richiamo alla valorizzazione dei marchi premium e luxury e l’inclusione esplicita di Cassino tra gli stabilimenti coinvolti in questa strategia. Si tratta di un’indicazione importante che rafforza la prospettiva di rilancio del sito laziale anche attraverso una possibile partnership per la produzione di due ammiraglie Maserati”. Lo dichiarano Davide Sperti, Segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, Segretario nazionale del settore auto.
“Confidiamo – aggiungono – che entro fine anno Stellantis presenti il piano operativo con investimenti, modelli e volumi produttivi, anche per Cassino, affinché gli impegni annunciati si traducano in risultati concreti per gli stabilimenti italiani e per l’occupazione. Ribadiamo inoltre la necessità di rilanciare la motoristica italiana, una scelta strategica non solo per Termoli e per gli altri siti della meccanica, ma più in generale per rafforzare il futuro industriale del Gruppo nel nostro Paese”.
“Siamo consapevoli, però – spiegano Sperti e Ficco – delle grandi difficoltà del contesto, a partire da quelle normative. È sempre più urgente che l’Unione europea corregga le storture del Green Deal, nonché del Made in Europe, affinché le imprese europee possano competere ad armi pari con i principali concorrenti internazionali nel settore degli autoveicoli e dei veicoli commerciali, spesso trascurati dalla narrazione corrente ma anche essi messi a repentaglio da una transizione mal concepita”.
“Al tempo stesso – concludono – chiediamo al Governo di ripristinare il fondo automotive nella sua interezza, per intervenire sui fattori decisivi di competitività industriale, a partire dal costo dell’energia: le stime parlano di un costo medio dell’energia in Italia di circa 205 euro per megawattora, contro circa 90 euro in Spagna e 100 euro in Francia. Ristabilire condizioni competitive è fondamentale non solo per il futuro di Stellantis in Italia, ma anche per quello delle numerose imprese dell’indotto automotive, che garantiscono occupazione a decine di migliaia di lavoratori”










