Roma – Stellantis, Fiom delusa da Filosa. “Nessuna risposta per i lavoratori”

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“Nel corso dell’audizione dell’AD Filosa presso la Commissione Attività Produttive della Camera non sono emerse novità.
Si tratta quindi della conferma di una situazione ancora molto critica, destinata a rimanere tale: la condizione dello stabilimento di Cassino, per il quale non esiste ancora un progetto definito; quella di Termoli, che ha perso la gigafactory (con una semplice comunicazione da parte di Acc); e quella di Modena, ormai svuotata e ancora priva di una prospettiva chiara. A livello generale, è grave l’abbandono del progetto sulla produzione di batterie, giustificato con l’elevato costo dell’energia nel nostro Paese, così come preoccupante è la situazione dei marchi Maserati e Alfa Romeo, che necessitano di un drastico piano di rilancio.
Permangono inoltre gli insufficienti volumi di Mirafiori, dove sono necessarie una seconda linea di assemblaggio e almeno un nuovo modello. A Pomigliano, alla prospettiva positiva determinata dall’arrivo di due e-car dal 2028, si accompagna l’incertezza di cosa succederà dopo il termine della produzione di Tonale nel 2027 e di Pandina nel 2030. A Melfi, i cinque modelli previsti non rappresentano una soluzione ai fini della piena saturazione occupazionale, in quanto tre dei cinque avranno sicuramente numeri molto ridotti. Restano inoltre incertezze sugli effettivi investimenti ad Atessa e sulla competizione con lo stabilimento gemello polacco. Manca qualsiasi elemento di prospettiva futura per Pratola e Verrone, attualmente “coperte” da una fase di saturazione produttiva.
La richiesta al Parlamento di introdurre maggiore flessibilità occupazionale è paradossale: il livello di flessibilità e precarietà del lavoro nel nostro Pese rappresenta già oggi un’autentica piaga.
È sempre più evidente che Stellantis stia spostando il proprio baricentro verso gli Stati Uniti e, per il resto del mondo, verso il Nord Africa: è lì che si concentrano investimenti e produzioni.
In Italia, invece, si continua a soffrire. Le lavoratrici e i lavoratori continueranno a subire le conseguenze di un massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, che consente a Stellantis di affermare che non vi saranno chiusure di stabilimenti. Tuttavia, quando la cassa integrazione diventa strutturale, sono le lavoratrici e i lavoratori a pagarne il prezzo.
È necessario un incontro con l’AD Filosa e le organizzazioni sindacali. Inoltre, la Presidenza del Consiglio deve aprire un confronto a Palazzo Chigi. La situazione dell’automotive in Italia è estremamente grave e non può essere affrontata attraverso il tavolo automotive del MIMIT, che si è trasformato in un momento di narrazione distante dalla realtà.”
Lo dichiara in una nota Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore Mobilità.

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