In vista dei prossimi incontri istituzionali sulla chiusura dell’Ideal Standard di Roccasecca, il segretario provinciale dell’UGL di Frosinone, Enzo Valente, ospite questa mattina della rubrica “Diritto di parola” su RadioCassinoStereo, è più agguerrito che mai e sfida direttamente la multinazionale. Se le cose non cambiano, vuole mandarla via e prendersi la ricchezza che si lascia dietro.
Il contesto critico di tutta la provincia di Frosinone ha inasprito lo scontro. Il 2017 si era aperto con grande entusiasmo per le assunzioni alla FCA di Piedimonte San Germano, ma «si è chiuso nel peggior modo possibile», tra licenziamenti e mancati rinnovi. Hanno dismesso la propria attività varie piccole realtà produttive del territorio, che sembra non avere più attrattiva. La chiusura dell’Ideal Standard di Roccasecca è stata la tegola più pesante.
Per lo stabilimento di Roccasecca, a favore del quale, in questo periodo di campagna elettorale, si stanno mobilitando molti politici nazionali, sono previsti in settimana due incontri. Giovedì, presso la Confindustria di Frosinone, si chiuderà la fase sindacale sulla procedura di mobilità, l’ultimo a livello territoriale: negli altri tre incontri, l’azienda non si era spostata dalla sua decisione. Venerdì, alle 11:00, ci sarà l’aspettato incontro al MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico, presieduto dal ministro Calenda.
«Il nostro obiettivo – dice Valente dell’UGL – è quello di far sapere all’intero Paese, e anche oltre i confini del Paese, di quella che è la grande ingiustizia che il nostro territorio sta subendo, che i lavoratori di questo stabilimento stanno subendo. E’ uno stabilimento performante, che genera ricchezza e non può essere chiuso».
Poi, come qualche tempo fa con la minaccia di bruciare le schede elettorali [leggi qui], Valente lancia un’altra provocazione: «Aggiungo stamattina che se la multinazionale procede con la propria posizione di chiusura, non è che andrà via lei, la cacceremo noi. Ma ci dovrà lasciare i beni di quello stabilimento, un grande patrimonio, formato dallo stabilimento, ma soprattutto dalla capacità dei lavoratori. Chiediamo il supporto su questa nostra posizione a tutto il mondo politico-istituzionale».










