Sulle voci insistenti di una riapertura della MAD di Roccasecca, il sindaco Giuseppe Sacco ricorda che la chiusura è il frutto di sacrifici, che su quella scomoda autorizzazione si è pronunciato un giudice penale, che pendono ricorsi e giudizi ancora non definiti incardinati dal comune e che la famosa ordinanza della provincia sulla bonifica del sito non è un capitolo chiuso. Per non parlare dei 4 milioni di di euro di benefit dovuti al comune che ancora ballano sul tavolo.
“Venite, venite a Roccasecca vi aspettiamo a braccia aperte”. In questi giorni è tornato alla ribalta il tema della discarica di Roccasecca. Tutti ne parlano, tutti già sanno come andrà a finire, prescindendo poi da come stanno realmente i fatti.
Si danno per certe determinate ipotesi. Ne parla anche la politica. Peccato però che tutti dimenticano come si è arrivati a quella chiusura, le battaglie, le lotte; e tutti dimenticano come è stata rilasciata quella chiacchierata autorizzazione, scomoda per tutti leggendo le sentenze, in primis per la politica.
O vogliamo far finta di niente? E peccato che si fanno i conti senza l’oste. E in questo caso l’oste ha un nome ben preciso: il Comune di Roccasecca. Se si pensa che Roccasecca arretrerà di un solo passo rispetto a quanto fatto, si sbaglia, e il caldo di questi giorni non aiuta a essere lucidi”
“A noi – dice ancora Sacco – non interessano le trattative di vendita di società, non interessa la volontà o meno di andare in una o nell’altra direzione. Non interessa la volontà politica. Noi parliamo coi fatti e documenti alla mano. Se così fosse però, e ci si ostinasse a volere raccontare un’altra storia, noi siamo pronti ad aspettare tutti a Roccasecca; li accoglieremo a braccia parte, ma presenteremo subito il conto. E soprattutto un pacchetto di giudizi pendenti, contenzioni e ordinanze inevase che è tutto un programma. Questo sia chiaro a tutti”.
Intanto, si fa sentire anche l’attivismo ambientale. “Ciociaria sotto assedio: tra silenzi, affari, inquinamento e consumo di suolo”. Le sintesi di Marco Belli, presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, sono sempre estremamente efficaci. Tanto quanto le spiegazioni a corredo:
“Le voci sulla riapertura della discarica MAD non sono più solo sussurri: corrono nel silenzio assordante di chi dovrebbe tutelare il territorio. Politiche romanocentriche e progetti PNRR calati dall’alto stanno accelerando il saccheggio della provincia di Frosinone, con un consumo di suolo che grida vendetta.
Società con capitali irrisori pretendono di costruire impianti da milioni di euro. Spunta denaro ovunque, e il dubbio cresce: chi controlla davvero? La nostra terra è diventata rifugio di industriali improvvisati e, peggio ancora, di associazioni criminali che si muovono nell’ombra. È tempo di alzare la voce. Difendiamo la Ciociaria da chi la tratta come terra di conquista”.
Una difesa non ‘d’ufficio’ ma convinta, che vede Fare Verde accanto al sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco per dire ‘no’ alla riapertura della MAD.