Una donna rumena di 40 anni, che faceva la badante a un ultra-ottantenne di Roccasecca, è tornata dopo una vacanza nel suo paese e ha trovato ad aspettarla una “bella sorpresa”: il licenziamento. Non ha accettato la decisione e si è barricata in casa.
Con la scusa di dover recuperare i propri effetti personali, la donna è entrata in casa e non ha voluto più uscire. Due ore: tanto è durata la sua resistenza. Sono intervenuti gli avvocati dei parenti dell’anziano accudito, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pontecorvo. Tutti cercavano di convincerla ad aprire le porte, tentavano di farle capire che ormai non c’era più nulla da fare, che il licenziamento era legittimo… ma lei teneva duro.
Non sentiva ragione, voleva solo che la permettessero di parlare con il “suo” ottantacinquenne, perché lui le spiegasse cosa fosse successo. Infatti, quando prima aveva serrato tutte le porte, impedendo a chiunque di entrare, l’uomo che aveva accudito fino a qualche giorno prima non c’era, si trovava dalla propria sorella.
A quanto pare, la permanenza all’estero della (ex)badante era durata più delle due settimane previste. Qualunque fosse la ragione alla base della fine del rapporto di lavoro, l’atto di protesta della donna non ha ottenuto comunque nessun effetto concreto a suo beneficio: non solo non è stata reintegrata nel suo ruolo, ma, alla fine dell’estenuante azione di convincimento, la rumena è uscita di casa senza nemmeno aver avuto modo di parlare con il vecchietto.
(Immagine di repertorio)










