Grave attacco hacker al sistema informatico della Regione Lazio che ha messo in pericolo i dati sensibili dei milioni di cittadini del Lazio che si sono vaccinati in questi mesi e che potrebbero essere carpiti dagli autori dell’intrusione.
I pirati informatici, come annunciato dall’Ansa, hanno chiesto un ingente riscatto in bitcoin; La Repubblica, invece, rivela che il Governo ha chiesto aiuto agli Stati Uniti per tutelare il rischio privacy di milioni di cittadini, compresi il presidente della Repubblica Mattarella, il presidente del Consiglio Draghi, che si sono vaccinati a Roma e nelle province laziali.
Tra le ipotesi, quella che dietro l’aggressione informatica ci siano abilissimi delinquenti che hanno già operato analoghi attacchi in varie parti del mondo per ottenere elevatissimi riscatti finanziari in criptovaluta.
Pochi minuti fa, però, l’agenzia ADN Kronos ha escluso la richiesta di riscatto e che l’attacco sarebbe partito dall’estero.
In tilt il programma vaccinale della Regione Lazio, compresa la fornitura dei green pass ai vaccinati e la procedura di prenotazione per nuovi vaccini.
L’assessore regionale Alessio D’Amato, pochi minuti fa, ha diffuso una nota che ridimensiona la portata dell’attacco.
“La campagna di vaccinazione non si ferma e nella giornata di ieri sono stati somministrati 50mila vaccini, nonostante il più grave attacco informatico subito.
Fino al 13 agosto ci sono oltre 500mila cittadini che hanno la loro prenotazione e possono recarsi nei centri di somministrazione nella data e nell’orario indicato in precedenza. I tecnici sono al lavoro per riattivare in sicurezza anche le nuove prenotazioni e nessun dato è stato trafugato. Siamo in contatto costante con la struttura commissariale per garantire agli utenti che si vaccinano di avere il green pass secondo le consuete modalità”.










