La “call” è una manifestazione d’interesse a investire. Una specie di invito rivolto alle imprese che volessero fare impresa in una determinata zona. Non un’offerta di finanziamenti, ma quasi un’indagine conoscitiva, per elaborare politiche di incentivo. Proprio una “call” è stata aperta per l’area di crisi di Frosinone da parte di “Invitalia”.
Prima di tutto, presentiamo “Invitalia”, e usiamo le parole presenti sul sito ufficiale: «Invitalia è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia. Dà impulso alla crescita economica del Paese, punta sui settori strategici per lo sviluppo e l’occupazione, è impegnata nel rilancio delle aree di crisi e opera soprattutto nel Mezzogiorno».
Poiché la parte nord della provincia di Frosinone è stata riconosciuta come area di crisi industriale complessa dalla fine dello scorso anno, ecco che la zona ricade nell’ambito dell’interesse dell’agenzia.
Si legge nella presentazione della “chiamata”: «Le manifestazioni di interesse devono riguardare iniziative imprenditoriali, da localizzare nei Comuni dell’area di crisi finalizzate alla realizzazione di progetti di sviluppo imprenditoriale con connessi programmi occupazionali nell’ambito della produzione di beni e servizi, della tutela ambientale, dell’innovazione, della ricerca industriale e sviluppo sperimentale». Per i dettagli, si può leggere la pagina del sito internet di Invitalia [leggi qui].
Il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, ha dichiarato: «L’apertura alle piccole e medie imprese prevista nella call presentata da Regione e Invitalia è fondamentale per dare attuazione allo strumento dell’Area di crisi complessa e tradurlo in risultati concreti in termini di investimenti e di impulso alla crescita dell’occupazione. Ora abbiamo un altro passaggio importante nel prossimo periodo, quello di dare concretezza anche all’accordo tra sindacati e Regione Lazio per le politiche attive riguardanti i lavori di Pubblica Utilità per gli over 60 o per coloro che rientrano nell’ottava salvaguardia».










