Saranno gli eredi a dover restituire alle casse dello Stato lo stipendio illecitamente percepito da una donna, poi deceduta, nonostante fosse andata in pensione. La donna ha percepito il doppio accredito per circa dieci anni, fino al novembre 2018, quando è deceduta, per una somma superiore ai 160.000 euro.
Ma la storia di questa truffa singolare non si limita a questo episodio, per certi versi inspiegabile.
Infatti, al termine di un’articolata indagine della Guardia di Finanza di Sora, sono quattro le persone che, a vario titolo, sono accusate di truffa, abuso ed omissione d’atti d’ufficio e denunciate alla Procura della repubblica di Cassino.
Infatti, dopo il decesso della donna che percepiva contemporaneamente stipendio e pensione, una persona, utilizzando i documenti della defunta, era riuscita a farsi spostare il conto corrente della stessa in altro ufficio postale.
Qui, grazie alla connivenza del dirigente, il conto della defunta, oltre 80.000 euro, è stato in poco tempo prosciugato grazie alla presentazione di assegni postali con firma falsa della donna, presentati da altre due persone, note alle forze di polizia.










