L’assemblea dei Sindaci della Consulta d’Ambito dell’Ato 5, provincia di Frosinone, ha rinnovato la sua rappresentanza. Nel Salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone, la Conferenza dei Sindaci dell’A.T.O. 5, era chiamata a discutere su cinque punti all’ordine del giorno, tra cui la nomina dei componenti per il rinnovo della Consulta d’Ambito.
“Sono stati approvati tutti i punti, a cominciare dall’approvazione del progetto definitivo per il nuovo impianto di depurazione intercomunale Torrerisi nel Comune di Ausonia, che serve anche i centri di Coreno Ausonio e Castelnuovo Parano. Approvati – si legge in una nota – anche il progetto di rifunzionalizzazione dell’impianto di depurazione nel comune di Monte San Giovanni Campano e il progetto definitivo del nuovo impianto di depurazione di Arce che comprende anche i comuni di Rocca D’Arce, Santopadre e Fontana Liri.
Per quanto riguarda, invece, i nuovi componenti della Consulta d’Ambito, sono risultati eletti i rappresentanti dei Comuni di Veroli (229.957 voti ponderati), Ceprano (218.310 v.p.), Fiuggi (175.305 v.p.), Cassino (161.785), Pico (157.265) e Sgurgola (152.665).
Per i Comuni al di sotto dei tremila abitanti, come previsto dal regolamento della Consulta, è risultato eletto il sindaco di Castelnuovo Parano, Oreste De Bellis, a cui si aggiungono il presidente della Provincia e il sindaco del Comune di Frosinone, che sono membri di diritto”.
Ma le polemiche le alimentano le associazioni degli utenti e dei comitati spontanei di cittadini.
Secondo Mario Antonellis, del Comitato “Basta Acea”, si è trattato di “uno spettacolo previsto, uno spettacolo indecente”. E criticando il comportamento degli amministratori presenti “Apatici, Svogliati, Disinformati come sempre” , evidenzia che “nessuno si è alzato argomentando correttamente e contestando l’ordine del giorno irrituale e fuori luogo, eppure dovrebbero sapere che i progetti vanno approvati dagli Enti di pertinenza.
Nessuno è stato capace di mettere sotto accusa la STO, anzi con una rassegnazione senza limiti, hanno permesso che membri delegati dei Comuni non potessero partecipare al voto.
Quello che è successo è un precedente molto pericoloso. Completamente marginalizzati i sindaci Ribelli di Atina, Settefrati e Vicalvi che per le logiche sotterranee della solita politica sono stati esclusi dalla Consulta d’Ambito. D’altro canto, anche loro sono rimasti a guardare.
E questo spettacolo si è consumato alla presenza del presidente di Acea, al quale nessuno si è permesso di rappresentare e contestare duramente quello che stanno subendo nei territori: distacchi, vessazioni, inadempienze, disservizi. Il Fronte Anti Acea che nel 2016 su sollecitazione dei cittadini votò per la cacciata dell’Esattore si è dissolto?”










