Provincia di Frosinone – Più che stangata una ‘tranvata’ per le famiglie. Gli aumenti dei costi energetici visti da Mario Antonellis e l’incidenza sulla bolletta idrica Acea

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Più che una stangata una ‘tranvata’, così, Mario Antonellis, paladino dell’acqua pubblica in provincia di Frosinone definisce gli aumenti dei costi di luce e gas facendo anche un riferimento all’incidenza sulle prossime bollette idriche di Acea Ato 5.

Gli aumenti di luce e gas
Quello che avevamo previsto si è puntualmente verificato. Da oggi, primo ottobre 2021, l’energia elettrica è aumentata ulteriormente di circa il 30%, così come il gas di circa il 14%. Aumenti che si sommano a quelli già effettivi dal primo luglio di questo anno, rispettivamente di circa il 10% per l’energia elettrica e di circa il 14% per il gas. Attenzione stiamo parlando dell’effettivo aumento lordo in bolletta, che contiene varie voci di costo, dopo le ‘sterilizzazioni’ operate dal Governo per mitigare gli effetti dell’incremento di costi della materia prima percentualmente notevolmente più elevata”.

Una emergenza sociale
“Siamo di fronte a una emergenza sociale che si sta abbattendo sulle famiglie dopo un anno orribile e purtroppo non ci stiamo ancora rendendo conto delle conseguenze, nonostante gli sforzi del Governo volti a rappresentare una condizione generale di grande ripresa economica.

L’incidenza sulle bollette idriche
“Gli effetti di questa stangata si allargherà a macchia d’olio sugli altri servizi che per il loro funzionamento hanno bisogno di energia elettrica.
Siamo ora in grado di stimare, numeri alla mano, come questi aumenti impatteranno in modo sostanziale anche sulle bollette idriche con una penalizzazione ulteriore nei territori gestiti in modo inefficace.
Secondo ARERA, in Italia, i consumi medi di energia elettrica a mc di acqua immessa nelle reti, e quindi esclusivamente della ‘filiera’ acquedottistica sono pari a 0,45 kwh a mc. Questi consumi sono dovuti quasi totalmente al pompaggio dell’acqua nelle condotte e marginalmente all’alimentazione dei sistemi automatizzati di gestione (chiavi, valvole, etc) e di telecontrollo. Siccome sempre secondo ARERA questi costi pesano per circa il 60% sui consumi totali del servizio idrico è evidente che il consumo unitario a metro cubo per l’intero servizio grava per 0,75 kwh/mc. Tra i costi dell’energia elettrica del sistema fognario e della depurazione incidono infatti quelli degli impianti di sollevamento dei liquami, dei meccanismi di funzionamento dei depuratori, oltre che, anche se marginalmente, i vari sistemi di telecontrollo.
A questo punto per definire l’incidenza degli aumenti dell’energia elettrica a mc di acqua trattata dai Sistemi Integrati basta far riferimento ai costi medi, lordi, a kwh praticati in Italia per le imprese.
Partendo da rilevazioni statistiche su base nazionale, tenendo conto anche degli ultimi aumenti programmati, di circa il 30%, a partire dal primo di ottobre, si rileva che il costo unitario dell’energia elettrica lieviterà oltre il 43% dall’inizio dell’anno, mediamente da 0,22 €/Kwh, a 0,3146 €/Kwh all’inizio di questo autunno.
Ed ecco che siamo in grado di valutare l’incidenza dell’aumento dei costi dell’energia elettrica su un metro cubo di acqua, per l’intero servizio idrico integrato, dall’inizio dell’anno.
Facendo riferimento ad un servizio efficiente ovvero ad una gestione con perdite idriche ‘funzionali’ che supponiamo si attestino intorno al 25% si ricava che l’aumento unitario sarà pari a 0,07095 €/mc.
E’ evidente che questo dato è ben diverso quando la gestione risulta inefficiente, cioè quando il livello di perdite nella rete aumenta, in quanto, inevitabilmente, gli aumenti di costi di pompaggio viene scaricato totalmente sull’utenza. È interessante far notare e facilmente verificabile, che l’aumento del costo unitario è una funzione lineare della percentuale di perdite. Il grafico che segue mette in evidenza questo aspetto. Passiamo quindi da 0,07095 a 0,09436 €/mc quando dalle perdite funzionali del 25% si passa a quelle abnormi dell’80%”.

L’allarme
“Questa ricostruzione – conclude Antonellis – è sicuramente attendibile e i gestori non tarderanno a chiedere aggiornamenti al rialzo delle tariffe. Per dare un’idea di quanto sarebbe l’aumento dei costi in bolletta, qualora tali effetti verrebbero scaricati direttamente sulle utenze, facciamo riferimento ad una famiglia media con un consumo su base annua di 250 mc. Si va dai 17,74 € per le gestioni efficienti ai 23,59 € per quelle disastrose, come la nostra dell’ATO5 Frosinone. Naturalmente in questo schema mancano i costi sostenuti dagli utenti per le autoclavi, sempre maggiori nei territori con gestioni fallimentari, come pure è sottostimato l’impatto in tariffa dovuto all’articolazione tariffaria. Altro che stangata siamo di fronte a una vera e propria ‘tranvata’”.

Naturalmente a questi aumenti ‘indiretti’ sulla bolletta dell’acqua si aggiungono anche quelli ‘diretti’ sulle bollette della luce e del gas di ogni famiglia.

Il grafico di Acqua pubblica Frosinone
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