L’inchiesta nota come ‘operazione maschera’ si è conclusa con il rinvio a giudizio per 31 persone indagate per reati legati alla gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone.
L’inchiesta, partita da una indagine della Procura della repubblica di Cassino, è stata poi avocata per competenza del tipo di reato dalla Procura distrettuale Antimafia di Roma.
Due i filoni investigativi: il declassamento dei rifiuti da pericolosi a non pericolosi, consentendo un abbattimento dei costi di smaltimento degli stessi; e il ridotto trattamento dei rifiuti all’interno della Saf determinando una maggiore quantità di smaltimento dei rifiuti non trattati nella discarica Mad, con un incremento dei costi di smaltimento a danno dei comuni, quindi degli utenti, e a vantaggio della Mad.
Queste le ipotesi di accusa, tra cui anche il traffico illecito dei rifiuti e la truffa, per le quali si aprirà il processo il prossimo ottobre.
Immagine generica dal web










