La battaglia per il ritorno all’acqua pubblica sembra trovare nuovo vigore e determinazione ed il territorio si prepara a nuove iniziative.
Come quella del Comitato Cassino No Acea, che annuncia di scendere nelle piazze di 65 comuni della provincia di Frosinone per “verificare tra l’altro se veramente questo popolo vuole o no quest’acqua pubblica”.
Lo annuncia il leader del movimento Renato De Sanctis con una nota stimolante e diretta.
“Allora di chiacchiere ne abbiamo fatte sin troppe, lancio una iniziativa, per poter cacciare il gestore Acea-Ato5 spa dal nostro territorio, ed è questa una prova dove misuriamo il polso a tutti, ma anche a noi stessi”.
L’iniziativa
“Propongo, e per questo mi impegno in prima persona, di organizzare circa 65 manifestazioni (che devono interessare circa l’80% dei Comuni dell’ATO 5, tralasciando i più piccoli) dedicando un giorno ad ogni Comune, da poter coprire in 5 mesi circa tutto il territorio, con l’obiettivo di far deliberare a tutti i Consigli Comunali l’adesione alla procedura dell’art. 35 della Convenzione di Gestione (RECESSO unilaterale) dando quindi mandato al sindaco, di esprimere l’indirizzo politico così deliberato in assemblea dei sindaci di ATO 5. Per chi non è tanto informato sulla procedura, sono a disposizione per poter spiegare tale discorso amministrativo, e dipanare qualsiasi dubbio. Il passaggio che propongo è una prova, per verificare tra l’altro se veramente questo … di Popolo vuole o no quest’acqua pubblica e se è anche disposto a fare qualche piccolo sacrificio. La delibera in Consiglio Comunale oltre che necessaria, diventa anche una strettoia per i sindaci i quali, una volta deliberato l’indirizzo politico per il ‘RECESSO’, non potranno più andare in assemblea dei sindaci e votare (con mille scuse), ciò che gli passa per la testa. Credo poi sia opportuno, che almeno due tre persone per ogni Comune debbano prendere l’impegno organizzativo e si concordino con il sottoscritto per tempi e modalità. Il mio cell. 338/2729882 è a disposizione, portiamo a casa una vittoria del popolo e saremo di esempio per un intero Paese. Questa è una lotta per tutti, ma soprattutto per chi oltre ai mezzi finanziari, non ha neanche forza ed intelletto per difendersi da questi aguzzini. Difendere i diritti di altri oltre che i nostri è un gesto nobile”.
La battaglia sull’acqua pubblica ha già avuto un risultato con l’esito del referendum del 2011, quando gli italiani abrogarono il comma della legge con il quale si stabiliva che nella determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua si potesse includere anche la remunerazione del capitale investito dal gestore.
Un risultato che però non ha trovato nei fatti applicazione in Italia.
Ora la battaglia si combatte ancora più decisa per tornare di nuovo alla gestione pubblica del servizio, ma occorre l’impegno di vero di tutti, cittadini ed amministratori; ma forse il primo passo vincente potrebbe essere quello di mettere insieme, con intelligenza, tutti i comitati e le associazioni che sono impegnate in questa lotta.










