Provincia di Frosinone – I cinghiali e il prezzo del grano mettono in ginocchio il comparto agricolo. Il presidente della Coldiretti Vinicio Savone lancia l’allarme

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Una situazione difficile quella che stanno vivendo gli agricoltori della provincia di Frosinone, le cui produzioni sono messe seriamente a rischio. A parlarcene il presidente della Coldiretti Frosinone, Vinicio Savone, che è intervenuto durante la nostra trasmissione, “Nel Mezzo del Mattin”.
Savone ha ricordato la manifestazione dei giorni scorsi che la Coldiretti ha organizzato davanti il Ministero delle Politiche Agricole, legata alla questione del prezzo del grano, che in questo momento di piena trebbiatura, ha subito una riduzione del 42% rispetto allo scorso anno.
<<C’è una forte speculazione che porta in basso il prezzo. Stiamo ai livelli di 30 anni fa. Oggi – ha detto il presidente Savone ai nostri microfoni – un quintale di grano duro viene venduto a 18 euro, e il grano tenero è a 16 euro. Questo significa che non si riescono a coprire neppure i costi di produzione e ciò mette in grave difficoltà le aziende cerealicole>>.
Sull’allarme lanciato dagli agricoltori che minacciano la sospensione della semina, Savone ha detto: <<E’ un rischio concreto. Se già si sta lavorando in passività quest’anno poi non ci saranno le risorse necessarie per fare investimenti per un altro anno. E’ insostenibile questa situazione e parlando con i vari agricoltori della zona, le semine sono messe a rischio>>. Dal presidente della Coldiretti è giunta anche la conferma dello stanziamento di 10 milioni di euro per gli investimenti nel settore da parte del Governo: <<C’è una piccola risposta positiva per le nostre aziende. Le aziende di trasformazione che certificano di utilizzare grano italiano possono accedere a questi fondi. Ovviamente occorre una maggiore sensibilizzazione da parte delle aziende di trasformazione. Ben vengano queste azioni da parte della politica che oggi sono un po’ isolate quindi speriamo domani ci sia una linea nazionale strutturata. Si può aiutare solo in questo senso>>.
Ma per gli agricoltori c’è anche una seconda emergenza è caratterizzata dalle incursioni dei cinghiali.
<<Ho segnalazioni quasi quotidiane di avvistamenti, non solo nei campi, ma anche nelle aziende. Ho segnalato il problema ad Anagni. Ieri mattina c’è stata anche una riunione a Castro dei Volsci. I cinghiali si avvicinano sempre di più alle nostre aziende e alle nostre città. Questo crea tanti problemi perché danneggia il raccolto ed è inconcepibile che un agricoltore debba fare degli investimenti con la consapevolezza che già il 30% del raccolto venga compromesso perché c’è l’attacco dei cinghiali. Oggi le guardie provinciali non hanno ancora pieni poteri perché la Regione deve trasferire le competenze. Ho parlato con l’assessore Hausmann che ha garantito questa azione. Le amministrazioni comunali, ad esempio, con delle ordinanze possono mettere in piedi degli strumenti per contrastare questo fenomeno, perché è un pericolo pubblico. L’altra mattina per esempio un agricoltore è stato attaccato all’interno della propria azienda. Ordinanze alle quali però viene dato seguito con le guardie provinciali. Purtroppo i tempi dell’agricoltura ed i tempi della burocrazia sono differenti. Mi auguro che intorno al 3, 4 agosto la situazione si possa sbloccare>>. Sarebbe, dunque, vicina la soluzione su questo fronte con la riassegnazione alla polizia provinciale delle deleghe per la gestione della fauna selvatica, che sono attualmente trasferite alla Regione.

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